Ricevo e pubblico

“Gentile signor Pontillo, sono una giovane mamma del rione Toiano e sono molto arrabbiata con l’Amministrazione.

Ho scritto anche una lettera al sindaco Figliolia, spero che l’abbia ricevuta perché non ho ancora avuto il piacere di una risposta da parte del Primo Cittadino.

Ma siccome so che come me ci sono tante famiglie nella stessa situazione, che rischiano di finire nella morsa di Equitalia senza averne colpa, chiedo ospitalità al Suo blog per rendere pubblica questa lamentela.

Pur avendo molte difficoltà economiche, il mio nucleo familiare non rientra tra quelli che, secondo ciò che è stato stabilito dal Comune, possono ottenere lo sconto parziale o totale della tassa sulla spazzatura.

Dunque, questa tassa io la devo pagare per intero.

Però, oltre a tutte le altre incombenze, ho anche per legge l’obbligo di mandare i miei due figli a scuola, visto che uno ha 9 anni e frequenta le elementari e l’altra ha 15 anni e frequenta le superiori.

Ebbene io che, facendo mille sacrifici, ho sempre pagato tutto quello che c’era da pagare allo Stato perché voglio fare il mio dovere da cittadina onesta, quest’anno per la prima volta sono stata costretta a diventare evasore.

Volete sapere perché?

Perchè da due anni, aspetto di prendere due borse di studio e due cedole che spettano ai miei figli per meriti scolastici e per reddito familiare.

Non so se mi sono spiegata: per il secondo anno consecutivo, il Comune non paga né le borse di studio né dà i buoni libro per le scuole medie e superiori.

Mio marito ha appena perso il lavoro, di soldi in casa mia già ne giravano pochi,  adesso  non ce ne sono proprio più.

Entro fine luglio abbiamo dovuto pagare l’ultima rata della spazzatura 2012 e da agosto a novembre avremmo pagare in quattro rate gli acconti della tassa sui rifiuti 2013, mentre  adesso stiamo aspettando di ricevere la bolletta di saldo.

Vi confesso il mio peccato.

A  novembre volevo  pagare insieme le ultime due rate di acconto della tassa sull’immondizia, che ammontavano a poco più di 200 euro.

Non mi è stato possibile.

Il motivo? Non arrivando i buoni libro per mia figlia che frequenta le superiori, i libri glieli ho dovuti comprare tutti io.

E mi sono costati all’incirca 300 euro: per pagarli, ho dovuto usare una buona quantità dei piccoli risparmi che avevo messo da parte negli ultimi tempi per i casi di emergenza.

Tra la tassa sui rifiuti e poter permettere a mia figlia di studiare, ho scelto lo studio.

Non solo perché l’istruzione è importante, ma anche perché se, privata dei libri, mia figlia si fosse rifiutata di andare a scuola, io e mio marito avremmo rischiato una denuncia per abbandono dell’obbligo scolastico, visto che la ragazza ha 15 anni.

E così, tra le due umiliazioni, abbiamo preferito quella di  finire nell’elenco degli evasori del Comune e dunque ora sicuramente diventeremo “clienti” di Equitalia.

E’  una cosa pazzesca, non ci posso pensare. In pratica, noi abbiamo solo doveri, ma nessun diritto su quello che ci spetta.

La tassa sull’immondizia giustamente è un obbligo e non ci possiamo sottrarre.

La scuola, altrettanto giustamente, è un obbligo fino a 16 anni.

Ma dovrebbe essere anche un obbligo del Comune garantire le borse di studio e i buoni libro per darci un po’ di respiro.

Il Comune dice di non avere i soldi perché la Regione non glieli dà, dunque non paga e non gli succede niente.

Io, se non pago, devo scegliere se affrontare o Equitalia evadendo la tassa sui rifiuti o la giustizia penale se mia figlia non va più a scuola.

Vi sembra giusto tutto questo?

Ho voluto scriverlo perché sono situazioni assurde e perché non bisogna pensare che chi evade una tassa sia per forza imbroglione o strafottente.

Chi evade una tassa può essere anche una brava persona come me e come tante altre, che hanno sempre fatto il loro dovere e che, senza avere nessuna colpa, non si trovano più nelle condizioni di potersi comportare da buoni contribuenti così come avrebbero voluto. E devono fare scelte dolorose.

Io voglio lanciare un appello al nostro Primo Cittadino.

Signor Sindaco, si rende conto di quanto è grave e diffuso questo problema?

Con che coraggio l’Amministrazione  spende tanti soldi per luminarie, spettacoli, appalti, grandi opere, lavori pubblici e si dimentica che da due anni moltissimi genitori in difficoltà economica devono pagare di tasca propria tutti i libri per i figli che frequentano le  medie e le superiori?

Mi dica Lei, Sindaco: soprattutto in un periodo di crisi come questo, da dove li dobbiamo prendere i soldi per mangiare, dopo aver pagato tasse e bollette, se anche il Comune ci nega quel minimo di aiuto previsto dalla legge sull’istruzione per i nostri figli?

Sindaco, faccia qualcosa per queste famiglie, perché di questo passo nessuno potrà più pagare nulla.

E se succede una cosa del genere, il Comune dovrà chiamare bancarotta e anche voi che oggi state al potere grazie a noi, perderete la poltrona e farete una brutta figura con tutta l’Italia.

Grazie per l’attenzione e scusate per lo sfogo”.

Lettera firmata