Dopo oltre trent’anni, il Municipio di Pozzuoli tornerà ad assumere personale.  Manca ormai soltanto l’annuncio ufficiale, ma è questo l’orientamento dell’Amministrazione in vista dell’approvazione del bilancio preventivo dell’Ente per il 2014, atto che dovrà essere votato dal Consiglio Comunale entro il prossimo 30 settembre.

L’operazione è tecnicamente un po’ complicata ma parte da una volontà politica ben precisa: quella espressa l’11 giugno scorso (durante la seduta consiliare per l’approvazione del bilancio consuntivo 2013) dal sindaco Enzo Figliolia, che annunciò la sua ricetta principale per ridurre i costi dell’Ente: mandare in prepensionamento quanti più lavoratori fosse possibile (per leggere clicca su http://www.pozzuoli21.it/figliolia-in-pensione-anticipata-i-comunali-piu-anziani-per-salvare-il-municipio-dal-dissesto/) anche perché gli attuali 1.022 dipendenti comunali costano  48.423.965 euro l’anno, un fardello economico non più sopportabile, tenuto conto anche del fatto che, in rapporto alla popolazione residente, Pozzuoli dovrebbe avere un numero di dipendenti comunali non superiore a 762 unità.

Le parole di Figliolia di due mesi fa non sono rimaste lettera morta.

Il sindaco Enzo Figliolia
Il sindaco Enzo Figliolia

Infatti, nelle “stanze dei bottoni” del Comune si è cominciato a lavorare per capire quanti dipendenti, entro il 31 dicembre 2016, maturano il diritto al prepensionamento secondo i requisiti stabiliti dalla cosiddetta legge “preFornero” (la 135 del 7 agosto 2012 che converte il decreto legge 95 del 6 luglio 2012, in particolare i comma 11 e 12 dell’articolo 2 del dl) e in base alla circolare esplicativa numero 4 emanata il 28 aprile scorso dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Maria Anna Madia.

I requisiti per accedere alla cosiddetta "preFornero"
I requisiti per accedere alla cosiddetta “preFornero”

 

L’ufficio Personale del Municipio ha stimato in circa 230 i dipendenti comunali che maturano il diritto ad andare in pensione anticipata.

Sono tutti lavoratori nati tra il 1949 ed il 1953, inseriti nelle fasce A, B e C (ossia operai e impiegati) che saranno dichiarati in “eccedenza” rispetto alla dotazione organica del personale.

L’Amministrazione, attraverso i dirigenti dei rispettivi servizi in “eccedenza” di personale, ha già inviato all’Inps l’elenco di questi lavoratori, per ottenere, dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, la certificazione che sancirà ufficialmente la maturazione di questi requisiti da parte dei singoli dipendenti già individuati per età e anzianità contributiva.

La sede Inps di Pozzuoli (foto nando panico)
La sede Inps di Pozzuoli (foto nando panico)

Dopodichè, una volta ottenuto il via libera dell’Inps, la dichiarazione di “eccedenza” di personale sarà inserita nel piano di fabbisogno lavorativo all’interno del bilancio di previsione 2014.

E, dal momento in cui l’atto sarà approvato in Consiglio Comunale (entro il 30 settembre), inizierà, nell’arco di tre anni (fino al 31 dicembre 2006), il progressivo prepensionamento di questi 230 lavoratori.

E qui arriviamo alle nuove assunzioni.

Perché solo dopo aver avviato  questo processo di alleggerimento nell’organico dei dipendenti comunali (ai prepensionati, tra l’altro, si aggiungeranno anche coloro che lasceranno l’attività per aver raggiunto il diritto ad andare in pensione senza nessuna finestra anticipata), la stessa Amministrazione potrà chiedere  l’autorizzazione ministeriale per bandire concorsi per assumere nuovi dipendenti.

I bandi, secondo le previsioni di chi governa la città, potrebbero essere indetti addirittura già entro novembre-dicembre di quest’anno.

E riguarderanno 70 posti di lavoro a tempo indeterminato: 34 vigili urbani e 36 tra tecnici e funzionari in vari settori.

Ovviamente, c’è ancora da capire quale sarà la posizione dei sindacati al riguardo.

Ma molto presto bisognerà per forza giocare a carte scoperte e capiremo anche cosa ne penseranno le organizzazioni di categoria.

Perché è vero che in ballo ci sono nuovi posti di lavoro, energie fresche e la possibilità di rimettere finalmente in sesto i conti del Comune.

Ma non bisogna nemmeno dimenticare che, per 230 lavoratori (e rispettive famiglie), il prepensionamento significa perdere in un sol colpo quel salario accessorio (turnazione, reperibilità, disagio straordinari, ticket mensa) che spesso è la parte di stipendio indispensabile per sperare di arrivare a fine mese.