Guidi questa auto? Allora ti spetta un “BONUS” | Oltre 1000€ da riscuotere al volo

Guidi questa auto? Allora ti spetta un “BONUS” | Oltre 1000€ da riscuotere al volo

Risarcimento in arrivo - DepositPhotos - pozzuoli21.it

Un vecchio scandalo sulle emissioni oggi si trasforma in denaro: chi possiede una certa auto può ottenere oltre mille euro.

Negli ultimi anni molti automobilisti hanno visto esplodere casi giudiziari legati a emissioni truccate, software sospetti e promesse di “pulizia” ambientale poi rivelatesi ben diverse dalla realtà. Per chi guida tutti i giorni, però, queste storie sembrano spesso lontane, quasi astratte: si ha l’impressione che riguardino solo tribunali stranieri, grandi manager e accordi miliardari, non certo il singolo proprietario che usa la macchina per andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola.

E invece, a distanza di anni, una vicenda che ha scosso l’intera industria automobilistica torna a bussare direttamente alla porta di decine di migliaia di persone. Il motivo è semplice: per chi rientra in precisi requisiti, quello scandalo può diventare oggi un risarcimento concreto, con importi che arrivano a superare i 1.000 euro a testa.

Non un bonus del Governo, non un incentivo all’acquisto, ma il risultato di una lunga battaglia legale che si chiude con un accordo a favore dei clienti coinvolti.

Lo scandalo Diesel e il “bonus” da 1.100 euro: ecco per chi

Parliamo del caso legato al Dieselgate del gruppo Volkswagen, esploso nel 2015 dopo la scoperta di un software manipolato sulle emissioni dei motori diesel. Oggi, a dieci anni di distanza, si arriva a una svolta: circa 60.000 cittadini italiani hanno diritto a un risarcimento fino a 1.100 euro ciascuno. Il “bonus” riguarda chi, tra il 2009 e il 2015, ha acquistato uno dei modelli coinvolti nello scandalo: vetture Volkswagen, Audi, Škoda e Seat dotate di motore diesel EA 189.

Gli importi non sono uguali per tutti: chi ha comprato l’auto nuova e l’ha mantenuta intestata fino al 26 settembre 2015 potrà ottenere 1.100 euro; chi invece ha acquistato un’auto usata o ha rivenduto la vettura nuova prima di quella data potrà ricevere 550 euro. Nei casi con più co-intestatari, il rimborso viene ripartito e va indicativamente dai 383 ai 700 euro a persona. In ogni caso, parliamo di cifre reali, collegate al singolo telaio e a un arco di anni ben definito.

Piovono soldi – Freepik – pozzuoli21.it

Risarcimento non automatico: cosa devono fare i proprietari

Attenzione però: questo “bonus” non arriva da solo sul conto corrente. Il risarcimento non è automatico e gli aventi diritto devono aderire esplicitamente all’accordo che chiude il contenzioso sulle emissioni diesel. Senza questa adesione, anche chi possiede un’auto perfettamente rientrante nei requisiti rischia di non vedere neppure un euro, nonostante la disponibilità complessiva dei fondi concordati.

A gestire l’intera procedura sarà un portale dedicato, messo a disposizione dall’associazione che ha promosso la class action, attivo da dicembre. Attraverso quella piattaforma i proprietari dovranno inserire i propri dati, quelli del veicolo e la documentazione richiesta per dimostrare l’acquisto nel periodo 2009-2015. Solo così il caso industriale del Dieselgate potrà tradursi, per chi guida una di quelle auto, in un vero rimborso: un “bonus” da oltre 1.000 euro che non ha nulla di casuale, ma è il risultato di anni di cause, udienze e trattative.