Accredito pensioni, cambia il giorno di paga | Il 1º non riceverai più niente: annunciata una nuova data

Accredito pensioni, cambia il giorno di paga | Il 1º non riceverai più niente: annunciata una nuova data

INPS - Fonte Facebook - pozzuoli21.it

Il calendario dell’accredito cambia: il giorno che tutti davano per scontato salta e la pensione arriverà in una data diversa dal solito.

Per milioni di pensionati il giorno di pagamento è un punto fermo del mese, quasi più del calendario appeso in cucina. C’è chi aspetta quell’accredito per pagare le bollette, chi per fare la spesa, chi per programmare rate e scadenze. Per questo, ogni volta che circola la voce di uno slittamento, l’ansia cresce: basta spostare di un solo giorno l’arrivo dell’assegno perché l’equilibrio di tante famiglie venga messo alla prova.

A rendere tutto più delicato è il fatto che non tutti incassano la pensione nello stesso modo. C’è chi guarda il saldo online, chi si affida al bancomat e chi invece si mette in fila allo sportello per ritirare i contanti.

Un eventuale cambiamento di data non ha lo stesso impatto per tutti, ma il messaggio è chiaro: a inizio 2026 bisognerà prestare molta più attenzione del solito al calendario dei pagamenti.

Gennaio 2026 fa eccezione: pensione in arrivo dal 2

Il nodo riguarda in particolare la pensione di gennaio 2026. In base alle indicazioni ufficiali, il pagamento non sarà disponibile il 1º del mese, ma scatterà a partire da venerdì 2 gennaio 2026. Il motivo è semplice: il primo giorno dell’anno è festivo e quindi non si può procedere all’ordinaria operatività di sportelli, uffici postali e banche. Di norma la pensione viene riconosciuta il primo giorno lavorativo del mese, ma stavolta quella data coincide proprio con il 2 gennaio.

Per chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale l’accredito avrà comunque come riferimento l’inizio del mese, ma chi ritira in contanti dovrà fare i conti con un vero e proprio calendario scaglionato. Per gli uffici postali, infatti, è previsto un sistema di accessi per cognome: i pensionati con iniziale dalla A alla C potranno presentarsi il 2 gennaio, quelli dalla D alla K il 5 gennaio, dalla L alla P il 7 gennaio (visto che il 6 è un’altra giornata festiva) e infine dalla Q alla Z l’8 gennaio. In pratica, il ritiro allo sportello sarà distribuito nell’arco di più giorni, proprio per evitare affollamenti e garantire un flusso più ordinato.

Pensionato – DepositPhotos – pozzuoli21.it

Gennaio tra trattenute e aumenti: cosa cambia sull’importo

Gennaio 2026 non porta novità solo sulle date, ma anche sugli importi. Con il nuovo anno tornano infatti in funzione le addizionali regionali e comunali sulle pensioni: si tratta delle trattenute fiscali che vengono suddivise in 11 rate, da gennaio a novembre, e che nel cedolino di dicembre 2025 non erano state applicate. Questo significa che alcuni pensionati potrebbero vedere un assegno leggermente più basso rispetto al mese precedente proprio per la ripresa di queste voci fiscali.

Dall’altra parte, però, scatta anche l’adeguamento annuale all’inflazione: dal 1º gennaio 2026 gli importi delle pensioni saranno rivalutati dell’1,4%, secondo il tasso indicato dall’ISTAT, con un piccolo aumento mensile per tutti i trattamenti interessati. Il risultato è che il cedolino di gennaio sarà diverso da quello di dicembre sia per le nuove trattenute sia per la perequazione. Per capire esattamente quanto si riceverà, la strada più sicura resta controllare il cedolino INPS online, confrontando le singole voci rispetto ai mesi precedenti e tenendo a mente che, almeno per questo avvio d’anno, non solo la cifra, ma anche il giorno di pagamento non sarà più quello di sempre.