Yogurt, se mangi questo ti stai cibando di insetti | 9 consumatori su 10 non lo sanno: come riconoscerlo dall’etichetta

Scopri la verità nascosta dietro alcuni yogurt: un ingrediente comune, l’E120, deriva dagli insetti. Impara a leggere le etichette per scelte alimentari consapevoli.

Yogurt, se mangi questo ti stai cibando di insetti | 9 consumatori su 10 non lo sanno: come riconoscerlo dall’etichetta
Nel vasto mondo degli alimenti confezionati, la trasparenza degli ingredienti è un tema di crescente interesse per i consumatori. Sebbene molte persone credano di fare scelte sane consumando prodotti come lo yogurt, esiste una realtà sorprendente e spesso ignorata che riguarda un additivo particolare. Secondo recenti indagini e dati diffusi, molti consumatori non sono a conoscenza della vera natura di un colorante ampiamente utilizzato, presente in diversi prodotti alimentari, inclusi alcuni tipi di yogurt. Questa lacuna informativa solleva interrogativi importanti sulla consapevolezza alimentare e sulla capacità dei consumatori di interpretare correttamente le etichette. La questione non riguarda la sicurezza del prodotto, ma piuttosto la provenienza di un elemento che, per motivi etici, dietetici o semplicemente di preferenza personale, molti preferirebbero evitare. L’obiettivo di questo articolo è fare chiarezza su questo ingrediente controverso, il colorante E120, e fornire gli strumenti necessari per identificarlo, garantendo così una maggiore autonomia e consapevolezza nelle proprie decisioni alimentari quotidiane.

Il mistero dell’e120: un colorante sorprendente

Il mistero dell'e120: un colorante sorprendente

L’e120: un colorante sorprendente. Svelato il suo mistero.

L’additivo in questione è noto con il codice europeo E120, più comunemente chiamato acido carminico o carminio di cocciniglia. Sebbene il nome “carminio” possa evocare l’immagine di un pigmento naturale e inoffensivo, la sua origine è ben più singolare e, per molti, inaspettata. L’E120 è infatti un colorante naturale estratto dalle femmine essiccate di un piccolo insetto, la Dactylopius coccus, meglio conosciuta come cocciniglia. Questi insetti, originari delle zone tropicali e subtropicali delle Americhe, vengono allevati principalmente per la produzione di questo intenso pigmento rosso.

La storia dell’utilizzo della cocciniglia risale a migliaia di anni fa, impiegata già dalle civiltà precolombiane per tingere tessuti e manufatti. Oggi, il suo uso è diffuso nell’industria alimentare e non solo. Il colorante E120 conferisce una tonalità che va dal rosa al rosso intenso, rendendolo ideale per prodotti come yogurt alla frutta, bevande, caramelle, ma anche cosmetici e tessuti. È importante sottolineare che, secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), l’E120 è considerato un additivo sicuro per il consumo umano, entro i limiti stabiliti. Tuttavia, la sua derivazione animale lo rende un ingrediente problematico per vegani, vegetariani o per chiunque abbia obiezioni etiche o culturali riguardo al consumo di prodotti derivati dagli insetti. La conoscenza della sua origine permette ai consumatori di allineare le proprie scelte alimentari ai propri valori e preferenze.

Leggere le etichette: i codici per riconoscere l’e120

Leggere le etichette: i codici per riconoscere l'e120

Riconoscere l’E120: i codici da cercare sulle etichette alimentari.

Data la sua ubiquità e la sua origine specifica, diventa fondamentale per il consumatore attento saper riconoscere l’E120 tra la miriade di ingredienti elencati sulle etichette dei prodotti. La legislazione europea impone ai produttori di indicare chiaramente tutti gli additivi presenti, ma spesso ciò avviene tramite codici numerici o denominazioni poco intuitive per il grande pubblico. Per individuare la cocciniglia, è necessario cercare sull’etichetta ingredienti che riportano la dicitura E120. In alternativa, il colorante può essere indicato con i nomi scientifici o commerciali come “acido carminico”, “carminio”, o “estratto di cocciniglia”.

È consigliabile, prima dell’acquisto, dedicare qualche istante alla lettura dell’elenco ingredienti, specialmente per prodotti che presentano una colorazione rossa o rosata particolarmente vivace, come alcuni yogurt alla fragola, ai frutti di bosco o altre preparazioni a base di frutta. Non tutti i coloranti rossi sono derivati dalla cocciniglia; esistono alternative vegetali, come il licopene (E160d), l’estratto di paprika (E160c) o i coloranti a base di barbabietola (E162), che non presentano le stesse obiezioni etiche. Pertanto, la ricerca di uno di questi codici o nomi specifici è il passo cruciale per fare una scelta informata. Sviluppare l’abitudine di controllare le etichette permette non solo di evitare ingredienti indesiderati ma anche di sostenere le aziende che optano per soluzioni più trasparenti e in linea con le proprie preferenze.