Infortunio sul lavoro, da oggi vale anche in casa | Se ti fai male durante il turno scatta il risarcimento

Novità INAIL: l’infortunio domestico in smart working può essere riconosciuto come infortunio sul lavoro. Scopri le condizioni e come ottenere il risarcimento.

Infortunio sul lavoro, da oggi vale anche in casa | Se ti fai male durante il turno scatta il risarcimento
L’evoluzione del lavoro agile, o smart working, ha ridefinito non solo gli spazi e i tempi della nostra produttività ma anche, e soprattutto, i confini della tutela in caso di incidenti. Per molti anni, il concetto di infortunio sul lavoro è stato saldamente legato al luogo fisico dell’azienda. Oggi, con milioni di italiani che operano da casa, l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha adeguato la sua normativa, equiparando l’ambiente domestico al tradizionale luogo di impiego, ma con regole ben precise. Questa svolta rappresenta una significativa estensione dei diritti per i lavoratori, ma impone anche una maggiore consapevolezza sulle condizioni che determinano il riconoscimento di un infortunio come tale.

La chiave di volta di questa normativa è il concetto di rischio professionale. Non è più rilevante dove avviene l’infortunio, ma piuttosto quando e come. L’evento lesivo deve verificarsi durante l’orario contrattuale e deve essere strettamente correlato allo svolgimento delle mansioni assegnate. Questo significa che la caduta dalla sedia mentre si lavora al computer rientra, potenzialmente, nell’ambito di tutela, mentre la stessa caduta durante la preparazione del pranzo in una pausa non rientrerebbe, a meno che non fosse una pausa autorizzata e funzionale al lavoro. La chiarezza su questi aspetti è fondamentale per navigare nel nuovo panorama della sicurezza sul lavoro in modalità agile.

Ambiente domestico e rischio: le condizioni per la tutela

Ambiente domestico e rischio: Le condizioni per la tutela

Ambiente domestico sicuro: le condizioni fondamentali per la tutela dai rischi.

La normativa INAIL ha fatto un passo avanti importante, superando il vincolo di uno “spazio dedicato” specifico all’interno dell’abitazione. Non è più necessario avere una stanza adibita esclusivamente ad ufficio per far scattare la tutela. L’ambiente domestico, nella sua interezza, può essere considerato luogo di lavoro, a patto che l’incidente rientri nelle condizioni delineate. Ciò include anche i tragitti necessari per espletare le mansioni, come ad esempio recarsi dal bagno alla postazione di lavoro, o spostarsi per prendere documenti essenziali per un’attività lavorativa.

Tuttavia, c’è un limite chiaro: il cosiddetto rischio elettivo. L’infortunio non sarà risarcibile se deriva da scelte personali e arbitrarie del lavoratore, non conformi alle esigenze lavorative e che lo espongono a un rischio non legato all’attività. Ad esempio, un incidente causato dall’uso di attrezzi domestici non professionali per riparare qualcosa di personale durante l’orario di lavoro, o una caduta dovuta a un’attività ricreativa. È fondamentale che il comportamento del lavoratore sia sempre coerente con il contesto professionale e che l’evento sia riconducibile, anche indirettamente, al compimento delle mansioni. L’INAIL valuterà con attenzione la connessione causale tra l’attività lavorativa e l’infortunio.

Procedura e risarcimento: come denunciare un infortunio in smart working

Procedura e risarcimento: Come denunciare un infortunio in smart working

Smart working: come denunciare un infortunio e ottenere risarcimento.

Se, purtroppo, si verifica un infortunio mentre si svolge l’attività in smart working, la procedura per la denuncia e l’ottenimento del risarcimento segue le stesse regole ordinarie degli infortuni sul lavoro tradizionali. Il primo e più importante passo per il lavoratore è recarsi immediatamente al Pronto Soccorso o dal proprio medico curante. Qui verrà rilasciato un certificato medico che attesti l’infortunio, la diagnosi e i giorni di prognosi.

Una volta ottenuto il certificato, il lavoratore ha l’obbligo di comunicarne il numero identificativo al proprio datore di lavoro entro un termine breve, solitamente di un giorno. È cruciale non ritardare questa comunicazione. Il datore di lavoro, ricevuta la notifica e il numero di protocollo del certificato, avrà a sua volta il compito di inoltrare la denuncia telematica all’INAIL, avviando così la pratica per il riconoscimento dell’infortunio e l’erogazione dell’indennità giornaliera. Quest’ultima copre i giorni di assenza dal lavoro dovuti all’infortunio. Una corretta e tempestiva denuncia è essenziale per garantire la piena tutela assicurativa prevista dalla legge.