Mentre il vicesindaco di Trieste si vanta su Facebook di aver buttato nell’immondizia le coperte di un clochard, a Pozzuoli c’è chi, nell’anonimato, aiuta concretamente chi vive per strada a superare il freddo pungente di queste ore.

E’ un gruppo di giovani che, la notte scorsa, si è organizzato, su più turni, con pasti caldi, pizze, bevande bollenti, coperte e indumenti pesanti per alleviare il disagio degli “ultimi” tra gli “ultimi”.

Questi angeli incappucciati (un po’ per la temperatura rigida ma anche per evitare di farsi pubblicità) hanno spontaneamente sacrificato qualche ora del proprio tempo libero per portare affetto e ristoro agli homeless accampati nella villetta comunale, nei pressi dello Smom, delle grotte del rione Terra e sulle rampe Cappuccini (meglio conosciute come “scale dei carabinieri”).

Poi, si sono diretti negli altri comuni dei Campi Flegrei Napoli per completare l’opera di solidarietà anche altrove. “

“Non è la prima volta che lo facciamo e non abbiamo mai pubblicizzato il nostro gesto – commenta uno dei partecipanti a questa iniziativa di solidarietà – perché, per fortuna, non abbiamo bisogno di medagliette da mettere al petto. Ma ci sono state due cose che ci hanno riempito di gioia stavolta e che vogliamo far sapere. La prima è il gesto di uno di loro, a cui abbiamo dato un giubbino ma ci ha chiesto di darlo a un suo amico un po’ più in là, perché più scoperto di lui. La seconda: quasi tutti i clochard a cui ci siamo avvicinati per dare qualcosa, erano già attrezzati, per quanto possibile, per il freddo eccezionale. Thè, coperte, pasti caldi. Molti li avevano già, accanto o addosso. Vuol dire che qualcuno era già passato, vuol dire che c’è ancora chi pensa agli ultimi, vuol dire che, nonostante tutto, c’è ancora speranza per l’umanità”.

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