Ricevo e pubblico*

Gentile signor Pontillo, Le scriviamo per aggiornarLa su importanti novità riguardo al progetto di Villa Avellino, che preoccupano non poco i residenti di Viale Capomazza e Pendìo S. Giuseppe.

Le premettiamo, che dal maggio di quest’anno, noi residenti ci siamo costituiti in un comitato volontario denominato “Amici del Borgo S. Giuseppe”, regolarmente registrato presso il Comune di Pozzuoli ai sensi degli articoli 28, 29 e 41 dello Statuto Comunale, che qui si allega.

Veniamo ai fatti.

Il 24 luglio, con la delibera di giunta numero 120, l’Amministrazione è tornata alla carica con un nuovo progetto e con la delibera di giunta 121, nella stessa data, ha proposto l’aggiornamento del piano triennale delle opere pubbliche 2019-2021, reinserendo il progetto in questione.

Nella nuova soluzione, si prevede, oltre alla sistemazione del parcheggio di Villa Avellino, di realizzare comunque un viale di accesso verso i giardinetti ad uso promiscuo che termina con una non specificata rampa che sfondi l’attuale accesso con scala.

Il progetto oltre a devastare, come il precedente, l’area verde attualmente presente, produce una importante trasformazione urbanistica in un’area dove il Piano Regolatore Generale vigente prescrive “la tutela e la conservazione dell’impianto urbanistico attuale”.

Tra l’altro, il nuovo progetto approvato era accompagnato da un documento di fattibilità (ricavato dalla revisione del progetto precedente), che, oltre a non chiarire analiticamente gli interventi proposti, presentava notevoli incongruenze fra quanto descritto e il grafico di progetto, oltre a refusi riguardanti interventi non più previsti.

Usiamo l’imperfetto, perche la stessa Amministrazione ha provveduto nei giorni successivi a correggere il documento di fattibilità e a rettificare il progetto con la nuova delibera di giunta numero 128 del 2 agosto.

Delibera pubblicata solo ieri 3 settembre, a soli tre giorni dalla discussione in consiglio comunale per l’aggiornamento del piano triennale delle opere pubbliche.

A noi del comitato, ma penso non solo a noi ma all’intera cittadinanza, sembra palese che la devastazione del verde e la creazione della rampa in questione sono solo un pretesto per creare uno sbocco carrabile su Viale Capomazza, non previsto dal vigente Piano Regolatore Generale.

Non a caso, nel grafico, la rampa è indicata con una larghezza di circa 2,50 metri e una pendenza di oltre il 15%: inoltre, anche nel documento di fattibilità ultimo dopo le correzioni del 2 agosto, non si specifica se la rampa è ad uso pedonale se ad uso carrabile e se è previsto l’utilizzo anche per i disabili.

Anche nel caso fosse destinata al solo uso dei disabili, non si comprende l’utilità di questa opera, visto che i disabili accedono al parco comodamente dalla Villa Avellino, dove c’è anche il parcheggio, e sicuramente non dalle scale di San Giuseppe!!

E anche se si volesse dare questa opportunità, basterebbe un servoscala collegato alle attuali scale.

Non c’è nessuna esigenza di impiegare denaro pubblico per un’opera di cui non se ne ravvede l’utilità per la cittadinanza (forse persegue altri scopi e interessi a noi ignoti?), ma che finisce per creare un pericoloso accesso promiscuo per motorini ed auto, per non parlare degli influssi che l’opera presenta sulla sicurezza dell’intera area visto che è prevista la rimozione dell’attuale recinzione.

Il comitato ha comunque, come per il precedente progetto, prodotto delle osservazioni scritte ai sensi dell’articolo 5 comma 5 del Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti numero 14 del 16.01.2018 in data 31/07/2019 dopo la pubblicazione della prima delibera numero 120 del 24 luglio.

CLICCA QUI PER LEGGERE LE OSSERVAZIONI DEI 31 LUGLIO

E ieri abbiamo inviato ulteriori integrazioni in merito al nuovo progetto rettificato con delibera numero 128 del 2 agosto e solamente ieri pubblicata.

CLICCA QUI PER LEGGERE LE OSSERVAZIONI DEL 3 SETTEMBRE

Nelle osservazioni, abbiamo ribadito che il comitato non ritiene la soluzione progettuale, la più vantaggiosa nel rapporto costi/benefici per la collettività e abbiamo evidenziato le molteplici incongruenze riscontrate fra la relazione tecnica e l’elaborato progettuale, dichiarandoci pronti ad intraprendere ogni azione legale presso i tribunali amministrativi per la tutela dei nostri luoghi.

*Comitato Amici del Borgo San Giuseppe