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“Abusi edilizi: siamo sicuri che il Comune stia dando il buon esempio?”

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Ricevo e pubblico*

Pregiatissimo Signor Assessore al Governo del Territorio di Pozzuoli, si legge con viva soddisfazione l’iniziativa da Ella promossa, raddoppiando i sorvoli aerei antiabusivismo.

Altresì appare encomiabile la raccomandazione alla cittadinanza “di rivolgersi all’Ufficio Tecnico Comunale prima di intraprendere qualsiasi intervento edilizio anche di piccola entità, in modo da preventivamente appurare la legittimità degli stessi e le autorizzazioni necessarie onde evitare di incorrere nelle pesanti sanzioni penali ed amministrative previste dalla legge per il reato di abusivismo”.

Sta di fatto che, a partire dall’inizio di maggio 2014, sono stati allestiti diversi cantieri edìli, lungo la Via San Gennaro Agnano, a partire dal confine col comune di Napoli e fino a giungere al Santuario di San Gennaro alla Solfatara, senza che venisse esibita alcuna informazione, circa la legittimità di tali costruzioni.

Si tratta di muri, anche con soprastante recinzione metallica, posti a confine con proprietà private; opere realizzate, secondo alcune persone presenti in loco, addirittura direttamente dal Municipio che la S.V. amministra.

Comprenderà bene che, non essendovi stata esposta alcuna tabella dei lavori, i medesimi sono da considerarsi privi delle autorizzazioni necessarie, quindi Ella dovrà, ope legis, intervenire secondo quanto dichiarato nell’avviso alla cittadinanza; almeno, per stigmatizzare il censurabilissimo comportamento edificatorio, privo delle regolari pubblicizzazioni di tutti gli estremi, atti a fugare il dubbio circa ipotetici “lavori abusivi”.

Ad onor del vero, nel giorno dell’Assunta, recandomi presso i frati cappuccini, ho notato i lavori in corso, dove si verificò ad inizio d’anno la notissima frana nel curvone.

http://www.pozzuoli21.it/belvedere-di-san-gennaro-perche-quei-lavori-anonimi/

In questo caso (forse perché si tratta di lavori pubblici?), è stata invece apposta in bella evidenza la tabella dei lavori.

Stranamente, però, non vengono indicati gli estremi delle autorizzazioni rilasciate.

Anche in questo caso sorge il sospetto potersi quindi trattare di opere irregolari, per cui sarà indispensabile il Suo autorevole intervento.

Non si nutrono dubbi che vorrà, e dovrà, fare subito chiarezza delle citate circostanze; soprattutto in conseguenza di quanto, lodevolmente, da Ella stigmatizzato ed al fine di non incorrere nell’evangelica espressione “Medice, cura te ipsum” (S. Luca 4, 23).

I Cittadini vanno sì educati, ma in primis, con il buon esempio dell’Ente Pubblico!

*Domenico Grande (architetto)

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