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Accordi sul rione Terra, l’accusa di Filippo Lucignano: “Roba da avanspettacolo!”

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Ricevo e pubblico*

Caro Danilo, ho letto con attenzione e un pizzico di stupore, l’articolo di ieri (14 aprile 2016), pubblicato sul tuo  blog di informazione “Pozzuoli 21”, dal titolo: “Rione terra, l’accordo tra Figliolia e Agenzia del Demanio è illegittimo”.

Con attenzione, perché vi ho trovato delle concordanze con quanto, vado affermando da moltissimi anni in totale, oggi non più, solitudine.

Stupore, perché la tua denuncia, che si unisce alle mie precedenti, richiama fatti e circostanze che in qualsiasi paese civile avrebbero provocato le immediate dimissioni dei responsabili di un simile disastro, politico, morale, amministrativo, contrariamente a quanto avviene, o non avviene, in questa nostra Pozzuoli, che sembra rievocare il titolo del bellissimo romanzo di La Capria, “Ferito a morte”.

Nel romanzo, il personaggio centrale, Massimo, è combattuto fra la voglia di riscatto per la sua città, e l’inedia, la pochezza, e una vita fatta di espedienti alla quale si sono lasciati andare i suoi amici.

Ti confesso che fa impressione guardare la foto di Vicienzo-Sindaco, mentre raccolto in uno sforzo titanico firma il documento “farlocco”.

Non conosco il valorizzatore Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio, se fossi in confidenza, gli direi, in via del tutto amichevole: “Hai fatto quella che a Napoli chiamiamo la figura del Pisciaturo”.

Un sindaco, una giunta municipale, un tecnico dello Stato, che si comportano come macchiette dell’avanspettacolo, come certi personaggi del romanzo di La Capria che vivono di espedienti e si prendono gioco della città e dei cittadini.

Per una strana coincidenza, il personaggio del romanzo si chiama Massimo de Luca, lo stesso cognome del nostro Presidente-Commissario della regione Campania.

Il grande uomo che venne a sparare le “palle di fuoco” il nove gennaio del 2016 al Rione Terra.

Il rione Terra visto dal mare
Il rione Terra visto dal mare

Che fine hanno fatto gli annunci di magnifica rinascita?

Che fine hanno fatto i posti di lavoro?

Che fine ha fatto il futuro radioso che questi cialtroni hanno annunciato quel giorno?

Il risultato è quello che hai mostrato con il tuo coraggioso articolo-denuncia, un documento “farlocco”, una “patacca” nascosta fra i resti archeologi da vendere a poveri sprovveduti, facendogli credere che si tratti del tesoro di uno scrigno di un’antica civiltà.

Grazie Danilo, per il tuo coraggio e per la tua onestà professionale.

filippo lucignao*Filippo Lucignano

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