Un day hospital, un laboratorio di analisi, un centro di diabetologia, centri di assistenza fiscale, patronati, servizi postali e verde attrezzato su 7.732 metri quadri di suolo privato in via Nerone, al rione Toiano.

E’ ciò che realizzerà su un terreno di sua proprietà la società “Floris s.r.l.”, il cui legale rappresentante è il noto imprenditore Gennaro Maione, padre del consigliere comunale Salvatore e dell’ex deputato Francesco.

L’opera sarà resa possibile per effetto di una convenzione stipulata qualche giorno fa tra lo stesso Gennaro Maione ed il Comune di Pozzuoli nell’ambito della realizzazione dei cosiddetti “standard urbanistici” stabiliti con la delibera consiliare numero 71 del 30 settembre 2013 e che prevedono la possibilità, da parte di soggetti privati, di proporre un loro intervento diretto per dotare un determinato quartiere di attrezzature ad uso pubblico, secondo le previsioni del piano regolatore generale.

POLO SANITARIO E VERDE ATTREZZATO: COME VERRA’

Il progetto della “Floris”, presentato il 17 dicembre 2014 e redatto dall’architetto Ciro Buono (lo stesso professionista che, con la sua associazione di tecnici Capp80078 si è occupato, per conto dell’Amministrazione, del piano per l’adeguamento delle vetrine commerciali) ha ricevuto, nell’arco di sei mesi,  tre fondamentali pareri positivi (quello dell’Ufficio Comunale Urbanistica il 14 gennaio 2015, quello della Commissione Comunale per il Paesaggio il 26 gennaio 2015 e quello della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici il 25 maggio 2015).

IL PROGETTO DELLA “FLORIS”

Poi, con la delibera 120 del 4 agosto, su proposta dell’assessore all’urbanistica Roberto Gerundo, questo progetto è stato approvato all’unanimità anche dalla Giunta Figliolia, anche se (molto stranamente) il Municipio ha reso pubblico questo provvedimento con oltre due mesi di ritardo (l’affissione all’Albo Pretorio è avvenuta soltanto il 12 ottobre).

LA DELIBERA DI GIUNTA

Ma la firma della convenzione (pubblicizzata ieri in pompa magna, con tanto di foto, dall’assessore Gerundo sulla sua pagina Facebook e sul suo profilo Twitter) ha già scatenato polemiche.

LA CONVENZIONE FIRMATA

Non solo sul piano politico per via del fatto che, al momento della sottoscrizione dell’accordo in Municipio era presente (sia pure soltanto da spettatore “interessato” per motivi familiari) anche il consigliere Salvatore Maione (circostanza che ha animato i “cattivi pensieri” di qualcuno, come testimonia la lettera pubblicata da Pozzuoli21 e che potete leggere cliccando qui), ma anche perché c’è chi contesta apertamente addirittura la legittimità di questo provvedimento.

Dalla propria pagina Fb, infatti, l’ex consigliere (ed assessore) regionale (nonché ex consigliere e presidente consiliare) Filippo Lucignano si rivolge addirittura direttamente al sindaco Enzo Figliolia dopo aver letto (sempre sul social network) le spiegazioni fornite dall’assessore Gerundo sulla natura e la finalità della convenzione.

Filippo Lucignano
Filippo Lucignano

“Signor Sindaco –scrive Lucignanoda una lettura delle “delucidazioni” che il suo assessore (Roberto Gerundo) ha rilasciato e sta rilasciando ai cittadini di Pozzuoli, emerge un quadro inquietante e di palese illegittimità della convenzione che spero ella non vorrà deliberare. La dimostrazione è data da una lettura di che cosa si deve intendere quando si parla di “attrezzature di interesse comune”. Certo di aver reso un servizio utile al chiaro e corretto funzionamento della sua amministrazione, le invio i miei più cordiali saluti”.

Il post di Lucignano su Facebbok
Il post di Lucignano su Facebbok

Al suo commento, Lucignano allega anche un documento in cui vengono elencate, applicando la norma di riferimento, le tipologie di standard urbanistici a cui attenersi in questi casi, in particolare per la  creazione di “strutture sanitarie”, che dovrebbero essere realizzate sì per intervento diretto da parte del privato ma con un progetto redatto ed approvato dal Comune e prevedendo anche la possibilità di predisporre un piano guida di settore socio-sanitario da parte dell’Amministrazione Comunale, piano che consenta poi al Sindaco di poter emanare linee di indirizzo per l’attività sanitaria, così come previsto dal decreto legislativo 502 del 30 dicembre 1992, articolo 3 paragrafo 4.

LE OBIEZIONI DI LUCIGNANO

In pratica, secondo Lucignano, da quanto si apprende attraverso l’assessore Gerundo, non ci sarebbero i presupposti per poter autorizzare la costruzione di quel polo sanitario.

Gerundo, ovviamente, non la pensa così e con i suoi interlocutori su Facebook è molto prodigo di spiegazioni.

“L’area – scrive l’assessore- si trova nel quartiere di Toiano ed è destinata dal vigente Piano Regolatore Generale ad attrezzature di interesse comune ed a verde attrezzato. Sarà realizzato un centro medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale ed un parco pubblico. Si tratta della prima applicazione della delibera di consiglio comunale 71/2013. Sono in programma tre parcheggi urbani, un’area sportiva, un’attrezzatura religiosa, un parcheggio di interscambio per autobus. Ciascun progetto, conforme al PRG, viene approvato preliminarmente dalla Prima commissione consiliare permanente Urbanistica e poi segue le ordinarie procedure di legge. L’obiettivo è offrire servizi al pubblico, alcuni gratuiti, altri tariffati in convenzione con l’Amministrazione comunale, in modo da garantire le fasce deboli della popolazione”.

Gerundo poi prosegue, sottolineando che “il suolo che dovrebbe essere pubblico, mediante esproprio, e poi la costruzione che dovrebbe essere finanziata con capitali pubblici, e poi il personale, che dovrebbe essere pubblico, appartiene ad una organizzazione sociale ed economica che nel nostro paese (Italia) e in Europa non è più sostenibile, in quanto ha determinato un debito pubblico soffocante che grava sulla nostra e sulle future generazioni. Quindi si applica il principio costituzionale del federalismo orizzontale, vale a dire: interviene il pubblico solo quando le economie locali non sono in grado di fare fronte all’investimento. Si pone quindi il problema della tariffazione dei servizi. Nella fattispecie, la parte dell’attrezzatura sanitaria, un centro di analisi cliniche e di terapie specialistiche pratica le tariffe del servizio sanitario nazionale, come un qualsiasi ospedale interamente pubblico. Il parco giochi annesso è invece gratuito, in virtù della convenzione stipulata con il Comune. In futuro, tale modello sarà prevalente in tutte le economie di mercato, corrette, come in Italia, quando governino forze di centrosinistra, a favore delle classi meno abbienti; sbilanciato a favore delle classi più ricche, con governi di destra, come in Inghilterra”.

“Il promotore di tali iniziative –aggiunge Gerundo- non può che essere il proprietario del suolo, per ovvi motivi. La società proprietaria si chiama Floris srl e appartiene ad un operatore convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, che in caso contrario non potrebbe praticare tariffe pubbliche. Il bando pubblico non è sostenibile in questi casi perché avrebbe dovuto comportare il preventivo esproprio del suolo”.

L’assessore, a chi gli chiede se l’esperimento potrà essere ripetuto in futuro con altri soggetti anche meno “in vista” dei Maione, annuncia infine che “su proposta della Commissione consiliare attività produttive, è allo studio la concessione di suolo pubblico per la realizzazione di due chioschi per il ristoro all’interno della pista ciclabile di Monterusciello ed in altre aree pubbliche destinate al passeggio ed allo svago dei cittadini, sottolineando però che  “la differenza con il caso in discussione è che (per il ristoro nella pista ciclabile di Monterusciello) il suolo è pubblico e può essere concesso ad un imprenditore privato solo mediante avviso di evidenza pubblica, mentre per l’attrezzatura in questione (polo sanitario ed area verde) il suolo è privato ed a norma del Prg l’iniziativa dell’intervento è dell’avente titolo, ovvero il proprietario del suolo”.

“Comunque –conclude polemicamente Gerundo- mi rendo conto che le novità in campo urbanistico sono difficili da comprendere e che possono scatenare reazioni da parte della vecchia politica. Quella vecchia politica che non riesce a capacitarsi che ci possa essere onestà intellettuale nell’azione amministrativa e che ci possa non essere alcuna contropartita personale, cosa che evidentemente agli occhi della vecchia politica appare del tutto incomprensibile. Ad ogni buon conto, comincio a ricevere richieste di documentazione da parte di funzionari di altri Comuni su quella che tende a prefigurarsi nel novero delle Best Practice in tema di governo del territorio, per quanto attiene ai processi di rigenerazione urbana in regime di tendenziale crescente scarsità di risorse finanziarie pubbliche”.

Non resta che aspettare la risposta del sindaco Figliolia alle obiezioni sollevate da Filippo Lucignano in merito alle dichiarazioni pubbliche dell’assessore Gerundo.

(nella foto di copertina, l’imprenditore Gennaro Maione ed il sindaco Enzo Figliolia)