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Altro che “porta a porta”: sono tornati i cassonetti!!!!

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Lo scrivo subito per sgombrare il campo dagli equivoci. Se un contenitore per la raccolta condominiale dei rifiuti umidi viene trasformato in un cassonetto stradale in cui si sversa di tutto, la colpa è innanzitutto dei troppi incivili che si annidano nella popolazione e non hanno rispetto per niente e per nessuno. (https://www.pozzuoli21.it/w-la-strafottenza/)

Ciò premesso, però, bisogna prendere atto della situazione e fare in modo che il “bubbone” sia debellato, evitando che lo scarico di responsabilità sulla parte peggiore della cittadinanza possa rappresentare una sorta di autoassoluzione per chi gestisce il servizio, ossia il Comune.

Non voglio nemmeno chiedermi quante multe abbiano fatto i vigili urbani e gli ispettori volontari ambientali (a proposito: che fine hanno fatto questi ultimi???)  per il deposito illegale di spazzatura ai sensi dell’ordinanza numero 160 firmata dal sindaco Figliolia il 7 ottobre scorso, perché mi rendo conto che è complicato cogliere in “flagranza” un fenomeno del genere.

Però a questo punto credo sia necessario che il Comune riveda il proprio concetto di raccolta “porta a porta” negli ambiti condominiali aperti, cioè a beneficio di quelle famiglie che non abitano in parchi chiusi e potenzialmente inaccessibili ad estranei.

Siccome non è possibile pretendere che il contenitore per l’umido venga tenuto negli androni dei palazzi dopo lo svuotamento (almeno fino a quando non sarà possibile disinfettarlo e sanificarlo ad ogni prelievo!) allora in teoria non restano che due ipotesi per evitare che queste attrezzature vengano utilizzate come cassonetti.

Prima ipotesi: togliere del tutto i contenitori e lasciare che l’umido sia depositato nelle buste (così come si fa con indifferenziato e multimateriale) avendo cura però di dotare i cittadini di involucri molto più resistenti e “impermeabili” ad odori molesti.

Seconda ipotesi: numerare tutti i contenitori (associando ad ogni numero un condominio per identificare da dove provengano quelli “itineranti”), ma soprattutto fare in modo, attraverso una chiave particolare, che siano apribili soltanto alle famiglie che ne devono usufruire (e ovviamente agli addetti della “De Vizia” che poi devono svuotarli), così come è stato fatto durante il primo “step” di “porta a porta” nel centro storico, quando al governo della città c’era il commissario straordinario.

Se il Municipio ha altre idee per risolvere il problema, ben vengano e le si adottino immediatamente.

Una cosa è certa. Bisogna far presto perché non è possibile che, con tanti sacrifici fatti dai cittadini e dal Comune per migliorare sempre più la qualità e la percentuale di raccolta differenziata, si debbano vedere vergogne come le ho immortalate in queste foto.

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