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Ambasciatori del Gusto: rilancio ristorazione passa da riforma lavoro

Incontro con ministro Lollobrigida: serve dialogo costante con istituzioni

Milano, 12 gen. (askanews) – Un’azione di rilancio del comparto della ristorazione perchè possa diventare “volano per tutto l’agroalimentare italiano, essendone parte integrante e costituendo il punto di contatto con il consumatore finale”. Gli Ambasciatori del Gusto, associazione nata per valorizzare e la cultura agroalimentare ed enogastronomica italiana, delineano gli interventi prioritari per il futuro del comparto partendo da una riforma del lavoro che preveda “una concreta revisione del Ccnl anche prefigurando una nuova area dedicata, perché il settore non risponde alle logiche del mercato cui oggi è paragonato”. Proprio di questi temi sono stati al centro dell’incontro col ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida con cui c’è stata una prima condivisione di idee e di prospettive per il comparto.

“Attraverso il dialogo abbiamo già realizzato in passato misure cruciali per il settore – ha spiegato Alessandro Gilmozzi, presidente di Ambasciatori del Gusto – ed è per questo che abbiamo messo a disposizione del ministro Lollobrigida le nostre competenze e la rete di professionisti che compone Adg. Siamo infatti convinti che insieme si possa crescere meglio e con più forza”. “Abbiamo presentato una fotografia del settore, che ha luci ed ombre, proponendo alcune misure per favorirne non solo il rilancio ma il consolidamento come una delle leve cruciali per il comparto – ha aggiunto Carlo Cracco, associato fondatore di Adg – Utilizzare la ristorazione per essere lo strumento nel dialogo con il consumatore e di stimolo per le future generazioni di professionisti del settore può conferire a tutto il Paese una maggiore capacità di valorizzazione del made in Italy e di difesa dei propri interessi. Ci sentiamo parte di una sola grande comunità, l’Italia”.

Tra le richieste avanzate dall’associazione la revisione delle regole legate comparto non più rispondenti alle attuali esigenze di mercato, la creazione di un registro delle imprese, una tax area dedicata, l’ottimizzazione del Fondo ristorazione. E un dialogo costante con le istituzioni. “La categoria, anche tramite le sue rappresentatività, ha bisogno di avviare e mantenere un dialogo permanente con le istituzioni, in modo da esporre in modo continuativo e propositivo le riflessioni, le esigenze tecniche e attivare progettualità – spiegano gli Ambasciatori del Gusto – Per rendere efficace ed efficiente questo scambio di idee e di vedute è necessario avere un punto di riferimento interno al ministero, continuando il percorso tracciato con il Tavolo della gastronomia italiana e attraverso la creazione un ufficio dedicato alle politiche di settore e di filiera”.

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