Quel che appariva inevitabile già nove mesi fa è purtroppo accaduto.

Da oggi sono infatti ufficiali le 43 ordinanze di sgombero che il sindaco Figliolia ha firmato a carico di altrettante famiglie residenti nel campo containers di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, nei pressi della caserma dei Carabinieri di Arco Felice

Il provvedimento è stato assunto dal Capo dell’Amministrazione in seguito all’esito dei rilievi tecnici compiuti dopo un sopralluogo effettuato sul posto il 10 novembre 2016 dall’Asl su richiesta specifica della Procura della Repubblica per verificare la presenza di amianto in quelle strutture.

Ebbene, gli esiti delle analisi, protocollati ufficialmente l’8 novembre scorso, hanno accertato “la presenza di materiali, contenenti amianto nel tetto e nelle pareti, peraltro in cattivo stato di conservazione, fessurati, soggetti a continue manomissioni e deteriorate per effetto dell’umidità e vibrazioni e pertanto ad elevato rischio di rilascio di fibre di amianto”, situazione che determina un rischio “incompatibile con l’utilizzo attuale degli stessi manufatti”.

I prefabbricati, come si legge nella relazione del tecnico incaricato, devono essere rimossi “non essendo ipotizzabile altra forma di bonifica”.

Il sindaco Enzo Figliolia

La decisione del Sindaco arriva dunque alla luce di una situazione che “determina condizioni di grave pericoli per l’incolumità degli occupanti”, per una “situazione igienico-sanitaria tale da far facilmente prevedere che la condizione di rischio possa unicamente aggravarsi” e per “scongiurare possibili danni ad eventuali altri soggetti che venissero a contatto con i pericolosi materiali esistenti”.

Le 43 famiglie dovranno abbandonare il campo containers di via Carlo Alberto Dalla Chiesa entro il prossimo 30 gennaio, altrimenti, come si legge nell’ordinanza di Figliolia, saranno sgomberate con la forza pubblica.

L’ORDINANZA DI SGOMBERO FIRMATA DAL SINDACO

Dove andranno tutte queste persone?

E’ questo l’interrogativo che ci si pone adesso.

Nella disposizione del Sindaco si legge che la baraccopoli è occupata abusivamente, quindi tutto lascia pensare che l’Amministrazione non sia intenzionata ad aiutare economicamente queste persone a trovare una nuova sistemazione, sia pure provvisoria.

Eppure i 112 alloggi popolari da troppo tempo in costruzione a Monterusciello dovevano servire anche a soddisfare questa necessità: gli attuali residenti in via Carlo Alberto Dalla Chiesa non sono forse in graduatoria per ottenere uno di quegli appartamenti e dunque saranno abbandonati dalle istituzioni dopo che la loro presenza è stata tollerata per 30 anni?

E quale sarà la loro reazione di fronte a questa improvvisa (ma non inattesa) novità?

Non resta che attendere gli eventi.