Anna Paparone, consigliere mancato per 13 voti

I veleni interni al Pd non si esauriscono tra gli eletti ma  coinvolgono anche chi è stato “trombato” dall’esito del voto.

Anna Paparone

Come Anna Paparone, la 45enne dipendente Wind e sindacalista Cisl con la passione per la moda, che non ce l’ha fatta per sole 13 preferenze (699 contro le 712 che le sarebbero servite per diventare consigliere comunale).

Anna, politicamente legata al consigliere regionale Lello Topo e “accoppiata” in quota rosa al consigliere comunale Mimmo Pennacchio nella competizione elettorale puteolana dell’11 giugno, ha infatti affidato al suo profilo Facebook uno sfogo abbastanza pesante, chiaramente rivolto a chi non l’ha aiutata a conquistare il seggio all’interno del parlamentino civico.

Il post sul social è stato pubblicato stanotte alle 0.28 ed è quello che leggete in questa immagine.

Chi mastica di politica ha pensato che la Paparone, nel sottolineare la  mancanza di attributi di chi non vuole scontrarsi per affrontare una giusta causa,  si riferisse a Mimmo Pennacchio, il quale voleva diventare assessore per consentirle il ripescaggio come prima dei non eletti in consiglio comunale nella lista Pd, ma è stato frenato dal sindaco Figliolia, che, nel costruire la sua Giunta, non desidera movimenti tali da alterare la volontà popolare nella composizione dell’Assise.

Anna Paparone con il consigliere Pennacchio e il ministro Orlando a Pozzuoli

Anna, però, da noi interpellata telefonicamente alle 11 di stamane, dal suo buen ritiro vacanziero, ha tenuto a sottolineare che “Mimmo Pennacchio è un amico, un signore, gli voglio bene e le sono grata per tutto il sostegno  ricevuto in campagna elettorale”, chiarendo dunque che “non ce l’ho affatto con lui” ma “con chi si è permesso di contattare gli elettori di Pennacchio per perorare la causa di altre candidate al consiglio comunale con la scusa che tanto io ero ‘portata’ da Mimmo e i voti già ce li avevo, e dunque contribuendo in modo decisivo a non farmi eleggere”.

“La cosa che mi fa più male – prosegue la Paparone (foto a destra) è aver subìto questa cattiveria da chi prima mi ha usato per i suoi scopi politici quando gli facevo comodo e poi, quando si trattava non dico di darmi una mano, ma almeno di non danneggiarmi, ha agito in modo da togliermi i pochi voti che mi separavano dal successo”.

A chi si riferisca nello specifico, Anna non vuole rivelarlo, ma promette che “se mi girano le scatole, dirò tutto a settembre e poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità”.

Aspettiamo allora settembre per sperare di saperne di più in modo ufficiale.

Nel frattempo, siamo curiosi di sapere cosa pensa l’Amministrazione del commento che, per rincuorare Anna Paparone, ha fatto il capitano dei vigili urbani Gigino Causa