venerdì, Aprile 19, 2024
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Arrestato l’ex sindaco Figliolia

C’è anche l’ex sindaco (ed attuale consigliere comunale) Enzo Figliolia tra i destinatari delle undici misure cautelari eseguite poche ore fa dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dai poliziotti della Squadra Mobile di Napoli.

L’indagine è quella condotta dai magistrati della seconda sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura di Napoli (procuratore aggiunto Sergio Ferrigno, sostituti procuratori Immacolata Sica e Stefano Capuano) sulle presunte turbative d’asta nella gara per la concessione pluriennale del Rione Terra.

I provvedimenti restrittivi hanno riguardato anche il dirigente regionale Nicola Oddati (all’epoca dei fatti componente della direzione nazionale del Pd), l’imprenditore puteolano Salvatore Musella, due suoi collaboratori (Salvatore Della Corte e Gianluca Flaminio: entrambi ai domiciliari) e il dirigente di Confindustria Giorgio Palmucci (ex presidente dell’Enit, componente della Commissione valutatrice delle offerte per l’aggiudicazione della concessione del rione Terra).

L’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato invece notificato a Giovanni Bastianelli (all’epoca dei fatti direttore esecutivo dell’Enit), al dipendente del comune di Pozzuoli Angelo Tortora (ritenuto dagli inquirenti uno stretto collaboratore di Figliolia), ad Antonio Carrabba (collaboratore di Musella), a Sebastiano Romeo (ex consigliere regionale calabrese e candidato a segretario provinciale del Pd a Reggio Calabria) e a Luciano Santoro (candidato alla segreteria Provinciale Pd di Taranto, ex assessore comunale a Grottaglie ed ex consigliere provinciale a Taranto).

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e condiviso dal gip nell’ordinanza, la gara per la concessione del rione Terra sarebbe stata turbata per assicurarne l’aggiudicazione alla società di Musella.

A Figliolia viene riconosciuto il ruolo di garante dell’attuazione degli accordi collusivi: avrebbe ricevuto la promessa di somme di denaro e dell’assunzione di persone a lui gradite nelle società di Musella.

Palmucci si sarebbe adoperato nella ricerca di potenziali partner da affiancare alla società vincitrice, disponibili, in caso di aggiudicazione, a lasciare in esclusiva a Musella e, per suo tramite, a Figliolia, la gestione dei servizi turistico-gastronomici e commerciali.

Oddati, all’epoca dei fatti componente della Direzione nazionale del Pd e attualmente dirigente della Regione Campania, è considerato “fiduciario” di Musella nella ricerca di “relazioni e contatti illeciti” utili a favorire l’aggiudicazione di concessioni e appalti di opere presso pubbliche amministrazioni, in cambio della “corresponsione periodica di somme di denaro e altre utilità”. In questo caso Oddati si sarebbe adoperato per definire gli accordi collusivi per l’aggiudicazione del bando di gara del Rione Terra.

L’intenzione dell’allora sindaco Figliolia, spiega il gip, era quella di trasformare gli immobili in una struttura ricettiva da realizzarsi nelle forme del cosiddetto albergo diffuso, cioè dislocato in più plessi separati ma tra loro collegati, dove potevano affiancarsi strutture alberghiere e alloggi insieme a attività commerciali, ricreative e di ristorazione anche di lusso, che potevano essere realizzate nelle botteghe e negli altri edifici esistenti.

L’intenzione di Musella era quella di aggiudicarsi la concessione “ad ogni costo” e per questo, ricostruisce il gip, “si era adoperato con ogni mezzo per avvicinare i vertici dell’ente locale comunale e assicurarsene in questo modo la collaborazione”.

Dalle intercettazioni emergerebbe che Musella aveva interessato di tale suo proposito in primo luogo Nicola Oddati, “esponente politico di consolidata esperienza”, già componente della Direzione nazionale del Partito democratico e all’epoca dei fatti “dirigente della rappresentanza istituzionale della Giunta regionale e dei rapporti con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dell’Ufficio comunitario regionale”; incarico, sottolinea il gip, che “non risulta sia stato dismesso o revocato”. A Oddati, Salvatore Musella avrebbe versato periodicamente somme di denaro, messo a disposizione tre vetture per uso personale, regalato abiti su misura, soggiorni in hotel e ristrutturazioni edili, anche per la sua compagna.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Napoli e condiviso dal gip, grazie all’intermediazione di Oddati e al contatto privilegiato che Musella già vantava con Figliolia si sarebbe insomma creato un “comitato di affari” che si sarebbe “adoperato per organizzare tutte le attività necessarie per far aggiudicare la concessione del Rione Terra”, partendo dall’individuazione dei partner per la presentazione della domanda di partecipazione alla gara, per poi passare all’individuazione dei componenti della commissione di valutazione delle proposte, il tutto compiuto “in una logica assolutamente funzionale a far ottenere la concessione alla cordata creata da Musella e, infine, gestire le procedure di gara, il suo sviluppo e i suoi esiti, il tutto sempre nella medesima logica”.

Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati anche diversi documenti in Word ed Excel, ritenuti da Guardia di Finanza, dalla Polizia di Stato e dalla Procura una sorta di contabilità segreta indicativa delle modalità con le quali l’imprenditore Salvatore Musella, il nipote Della Corte e Gianluca Flaminio erano “avvezzi a muoversi”.

Nei file, uno denominato Natale 2020, vengono indicati nominativi di persone, di enti pubblici (Asl, Poggioreale, Ospedali, carceri, Università, etc. etc), di categorie (per esempio “politici”) e regali di vario tipo (cesti, bottiglie, buoni outlet del valore di 500 euro ma anche computer, cellulari e orologi).

Si tratta di documentazione sulla quale è verosimile pensare che ora gli investigatori compulseranno gli indagati.

Le intercettazioni – sia telefoniche, sia ambientali – si legge nell’ordinanza del gip – come anche sulle chat whatsapp trovate sui cellulari sequestrati agli indagati dimostrerebbero “che Oddati si dedicava con particolare impegno alle questioni inerenti al bando del Rione Terra, indicendo riunioni presso il suo ufficio romano, incontrandosi a più riprese con Musella, contattando e compulsando ripetutamente Bastianelli e Palmucci, tenendosi informato sulle evoluzioni e incalzando lui stesso i vari soggetti coinvolti per giungere alla proficua definizione del lucroso affare in ballo”.

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