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Assomela: a gennaio giacenze di mele più basse degli ultimi 10 anni

Quotazioni non adeguate a inflazione: da rivedere per remunerare produttori

Milano, 11 gen. (askanews) – Vendite regolari ma stock particolarmente bassi per molte varietà di mele nell’ultimo mese. Gli stock totali per le mele da tavola sono a 1,16 milioni di tonnellate, le più basse nel mese di gennaio da dieci anni a questa parte (escluso il 2017). E’ quanto comunica Assomela, consorzio che rappresenza l’80%dei produttori di mele italiane, a valle della prima riunione del 2023 del comitato marketing.

In particolare per la Golden Delicious la giacenza è di 382.872, valore inferiore del 33% alla media delle 10 stagioni precedenti e per la Gala a 93.000 tonnellate, il 22% in meno rispetto al gennaio 2022. Vendite in linea con i piani di decumulo anche per le altre cultivar, sia tradizionali che nuove, per alcune delle quali si dovrà attendere la seconda parte della stagione per meglio valutarne gli andamenti.

La quota di merce destinata al mercato fresco è decisamente inferiore alla media, con più di 300.000 tonnellate indirizzate alla trasformazione. Il mercato italiano, rispetto ai mesi scorsi, fa segnare una leggera ripresa, in particolare nella grande distribuzione mentre l’export in Europa, di fronte alla generale crisi dei consumi, è decisamente rallentato. Al contrario, le vendite oltremare, pur non senza difficoltà, vengono giudicate molte buone ed al momento sufficienti per compensare le difficoltà nel Vecchio Continente. Ottime performance si rilevano in Medio Oriente, in particolare in Arabia Saudita, ed in Centro e Sud America, con un Brasile particolarmente vivace.

A proposito di export, c’è ancora incertezza in merito alle procedure per le vendite in Egitto, destinazione principale in termini di volume per le mele italiane fuori dall’Unione europea. Formalmente lo strumento della lettera di credito, introdotto nel febbraio 2022, è stato eliminato con un provvedimento della Banca Centrale egiziana del 29 dicembre scorso. Al momento, tuttavia, non è chiaro se e quali altri strumenti verranno introdotti dall’Egitto che, oltre alla necessità di tutelare le proprie riserve in dollari, vive una profonda crisi economica legata anche al deprezzamento della lira.

Assomele inoltre fa presente se è vero che i produttori italiani si trovano davanti a volumi che in un anno ‘ordinario” sarebbero stati facilmente gestibili, è altrettanto vero che le vendite stanno avvenendo in un contesto assolutamente “straordinario”. Le quotazioni, ancora non adeguate né all’inflazione né all’aumento generalizzato dei costi, dovranno necessariamente essere riviste per garantire una giusta remunerazione al produttore.

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