Il compianto Enzo Lucarelli

Sulla morte per coronavirus di Enzo Lucarelli, 44enne autista del 118 in servizio come volontario presso la “Croce Italia” di Quarto, l’Asl Napoli 2 Nord ha fatto pervenire agli organi di informazione il seguente comunicato stampa: “In merito al caso dell’autista del 118 positivo al COVID-19, deceduto presso l’ospedale di Pozzuoli, l’ASL Napoli 2 Nord esprime il proprio cordoglio alla famiglia e ai cari. Molti medici e infermieri dell’Azienda Sanitaria avevano avuto modo di lavorare al suo fianco, apprezzandone le doti umane e professionali. Si tratta di un lutto per l’intera famiglia dell’ASL Napoli 2 Nord. E.L. era residente a Napoli, agli inizi della scorsa settimana aveva comunicato all’Associazione di Volontariato presso cui lavorava, affiliata all’ASL Napoli 2 Nord, l’esito del tampone che aveva effettuato presso l’ospedale Cotugno di Napoli. A seguito di ciò, gli epidemiologi dell’ASL, la dottoressa Maria Rosaria Granata e la dottoressa Maria Grazia Pelliccia, avevano disposto l’effettuazione del tampone a venti persone in servizio sulle ambulanze del 118 con cui era entrato in contatto l’autista. Gli esami sono stati effettuati lo scorso mercoledì e si è in attesa dei riscontri. L’azienda aveva ritenuto opportuno effettuare tali esami per ragioni epidemiologiche, anche in assenza di sintomi, essendo degli operatori sanitari.  Gli equipaggi del 118 effettuano gli interventi di soccoroso sulla base di una valutazione telefonica della Centrale che segnala eventuali casi di pazienti COVID19, così da permettere agli operatori di indossare le tute di contenimento, i visori, le maschere, i guanti e i calzari. Per tutti gli altri casi, il servizio Protezione e Prevenzione dell’ASL ha dato indicazione a medici, infermieri, autisti e volontari di indossare sempre la mascherina di protezione e i guanti. Tali presidi vengono assicurati dall’Azienda Sanitaria anche ai volontari, ad integrazione di quelli garantiti dalle singole Associazioni consorziate con l’ASL. Tutti i mezzi sono oggetto di frequenti sanificazioni. E.L. era arrivato presso il Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli in una situazione già molto compromessa anche in ragione delle sue pregresse patologie e della sua condizione fisica”.