Distretti sanitari presi d’assalto, proteste, a volte purtroppo anche aggressioni fisiche.

E’ scoppiato il caos da quando l’Asl, con un provvedimento pubblicato sul proprio sito istituzionale lo scorso 20 maggio, ha deciso di sospendere il rinnovo dell’esenzione ticket a migliaia di  cittadini indicati col “bollino rosso” dal Ministero delle Finanze.

Una “punizione” scattata a carico di tutte quelle persone che, alla luce di verifiche incrociate da parte di Inps e Agenzia delle Entrate per gli anni 2014 e 2015,  hanno presentato un modello Isee sulla base di autocertificazioni errate o incomplete, ottenendo così (ingiustamente) il diritto a vedersi esonerate dal pagamento di tutte le prestazioni diagnostiche e di laboratorio sia per insufficienza di reddito sia per mancato “eccesso” di patrimonio immobiliare pur essendo in età da esenzione.

Il “bollino rosso” con cui vengono “marchiate” queste persone impedisce loro di rinnovare l’esenzione dal ticket finchè non avranno risarcito l’Asl di tutti i soldi che la sanità pubblica ha speso per curarle gratis negli anni in cui, invece, avrebbero dovuto pagare il ticket.

Un pagamento che potrà avvenire anche a rate, compilando il modello prestampato che si può scaricare cliccando QUI, ma che deve essere completato entro e non oltre il 31 dicembre di quest’anno.

Peppe Esposito (Cisl)
Salvatore Palmese (Spi-Cgil)

“Una situazione assurda  – commenta Peppe Esposito, segretario flegreo della Cisl, che col suo collega dello Spi Cgil Salvatore Palmese stamattina ha protocollato una lettera (inviata per conoscenza anche al governatore De Luca e a tre sindaci flegrei)  con cui si chiede all’Asl di revocare il provvedimento –  A parte il fatto che, secondo quanto mi risulta, moltissimi di questi cittadini hanno compilato le autocertificazioni richieste in perfetta buona fede rispetto alla propria situazione reddituale e patrimoniale – prosegue Esposito – il rinnovo dell’esenzione dal ticket non deve essere assolutamente negato a chi dimostra di aver i requisiti per ottenerlo pur avendo sbagliato in passatoFermo restando che va data a questi cittadini la possibilità di dimostrare di non aver commesso errori, non si può pretendere di riavere soldi indietro con un massimo di sette rate per importi che possono ammontare anche a svariate migliaia di euro, ma bisogna valutare caso per caso, sulla base della cifra da pagare e delle possibilità economiche di chi deve sborsarlaSe l’Asl continuerà su questa strada – conclude l’esponente Cisl – indiremo assemblee pubbliche e valuteremo la possibilità di adire le vie legali per violazione del diritto alla salute, così come sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana”.

ECCO IL TESTO DEL DOCUMENTO INVIATO OGGI DA CISL E CGIL ALL’ASL, AL PRESIDENTE REGIONALE E AI SINDACI FLEGREI

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