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Bagni pubblici comunali: arrivano anche le “opere d’arte”

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E’ una telenovela infinita quella dei bagni pubblici di via Dicearchia, riaperti dal Comune a luglio di tre anni fa.

Dopo i furti (pulsanti di scarico, specchi), le rimozioni forzate dei bidet (per impedire usi “impropri”) e le porte rotte (“appena” sei mesi per aggiustare quella dei servizi riservati ai disabili), adesso è arrivato il turno delle incursioni “artistiche”.

Dove vanno ad espletare i propri bisogni fisiologici gli uomini, infatti, la situazione è infatti quella che vedete nelle foto scattate un paio d’ore fa.

Non ci sono parole per descrivere il senso di frustrazione e di impotenza derivato anche da immagini del genere.

Al di là dello scontato sdegno per chi ne combina di tutti i colori, la domanda nasce spontanea: ma un custode che “custodisca” seriamente questi locali esiste o no?

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