Dieci esclusioni e due sole ammissioni. E’ il primo verdetto riguardo il bando di concessione per nove anni della spiaggia del lungomare di via Napoli antistante il corso Umberto.

Stamattina, infatti, dopo un’istruttoria durata due mesi e mezzo, la commissione giudicatrice del Comune (composta dal segretario generale Matteo Sperandeo,  dal dirigente Monica Tommaselli e dal funzionario Franco Alberto De Simone) ha sciolto le riserve dopo le verifiche sui requisiti formali della società partecipanti.

Le uniche ditte che hanno superato (almeno parzialmente) lo scoglio delle documentazioni sono la “Lucrino” della famiglia Nasti e la “Montenuovo” della famiglia del consigliere comunale Mario Massimiliano Cutolo.

Entrambe, entro dieci giorni, dovranno sanare alcune irregolarità formali  per poter partecipare all’esame tecnico dei progetti.

La “Lucrino” concorre per il lotto  1 (il tratto iniziale della “loppa” venendo da Pozzuoli, 3772 metri quadrati complessivi, di cui 757 di spiaggia libera) e la “Montenuovo” per il lotto 4 (il tratto finale nei pressi dei Gerolomini: 3.389 metri quadrati di arenile, compresi 674 di spiaggia libera).

Il consigliere comunale Mario Massimiliano Cutolo è tra i soci delle aziende che controllano la "Montenuovo"
Il consigliere comunale Mario Massimiliano Cutolo è tra i soci delle aziende che controllano la “Montenuovo”

In teoria, se tutto filasse liscio nelle ulteriori fasi del bando, i Nasti ed i Cutolo non avrebbero “rivali” e, se il Municipio lo chiedesse, potrebbero perfino acquisire, con una procedura negoziata, i lotti confinanti che sicuramente, ad oggi, sono senza assegnatari, ossia il 2 ed il 3.

Sempre che l’Amministrazione non la pensi diversamente e non decida di bandire una nuova gara per le aree che non si è riusciti a dare in concessione.

Tra gli esclusi, alle quattro bocciature iniziali (la cooperativa “Colomba”, Anna Schiazzano, Paolo Nasti e “Zenith Cafè”), se ne aggiungono oggi altre sei: la “Luxury Life” dell’ex sindaco Carmelo Cicale per il lotto 2 e  la “Stam” dell’ex assessore e consigliere Gigetto Fiandra per il lotto 3 (entrambe per aver presentato la domanda in ritardo, rispettivamente di 30 e 13 minuti, sulla scadenza del bando, fissata a mezzogiorno del 20 luglio), “Le canzoni del Mare” di Lacco Ameno (lotto 4), “Fritti che passione”  (lotto 4), la  “Flegrea” del gruppo Trinchillo (lotto 2), “Acqua e Farina” (lotto 4), con varie motivazioni: chi non aveva il requisito minimo dei tre anni di attività balneare, chi non ha presentato il piano economico-finanziario o le fideiussioni bancarie richieste.

Un'immagine del "Movo" di Lucrino, stabilimento  oggetto di un' ordinanza di abbattimento da parte del Comune per abusi edilizi
Un’immagine del “Movo” di Lucrino, stabilimento oggetto di un’ ordinanza comunale di parziale abbattimento per alcuni abusi edilizi

Tira tuttavia aria di ricorsi giudiziari, soprattutto sul lotto 4, dove l’unica potenziale vincitrice, ossia la “Montenuovo” dei Cutolo, ai sensi dell’articolo 10 comma 3 del bando, secondo quanto stabilito dal codice degli appalti, dovrebbe essere esclusa dalla gara, essendo  destinataria, dal 14 luglio, di un’ordinanza dirigenziale di demolizione (numero protocollo 35383, firmata da Mino Cossiga e Alfredo Maione) per alcune costruzioni illegali su suolo demaniale (al “Movo” di Lucrino): circostanza che pone la “Montenuovo” in una situazione di palese interruzione del  rapporto fiduciario con la stazione appaltante, ossia il Comune di Pozzuoli.

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