Basta tasse sulla casa: il modulo da inviare subito per non pagare l’IMU | Esenzione totale, la procedura è semplicissima

Scopri come ottenere l’esenzione o la riduzione dell’IMU per case in comodato d’uso a figli o inagibili. Guida completa alla procedura e ai moduli da inviare.

Basta tasse sulla casa: il modulo da inviare subito per non pagare l’IMU | Esenzione totale, la procedura è semplicissima
L’Imposta Municipale Unica (IMU) rappresenta spesso una delle voci di spesa più consistenti per i proprietari di immobili in Italia. Tuttavia, non tutti sanno che esistono diverse agevolazioni e possibilità per ridurre o persino azzerare il pagamento di questa tassa. La complessità delle normative e la frequente disinformazione rendono difficile per molti cittadini accedere a questi benefici. Ma la buona notizia è che, con le giuste informazioni e la procedura corretta, è possibile ottenere importanti sconti o l’esenzione totale.

Questo articolo intende chiarire le principali vie per non pagare l’IMU o per ottenere significative riduzioni, concentrandosi in particolare sulle agevolazioni per le case concesse in comodato d’uso a parenti diretti e quelle dichiarate inagibili o inabitabili. Verranno fornite istruzioni chiare e precise su come presentare la documentazione necessaria entro i termini di legge, evitando così spiacevoli sorprese e assicurandosi il pieno diritto ai benefici fiscali. Preparati a scoprire come alleggerire il carico fiscale sulla tua proprietà.

Le agevolazioni per comodato d’uso e immobili inagibili

Le agevolazioni per comodato d'uso e immobili inagibili

Agevolazioni per comodato d’uso e immobili inagibili.

Una delle esenzioni più significative riguarda gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito. Questa agevolazione permette una riduzione del 50% della base imponibile IMU per le unità immobiliari, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di lusso, ville e castelli). Per poter usufruire di questo beneficio, devono essere rispettate alcune condizioni essenziali:

  • Il contratto di comodato d’uso deve essere stipulato tra parenti in linea retta entro il primo grado, quindi tra genitori e figli.
  • L’immobile deve essere utilizzato dal comodatario (il figlio o il genitore) come abitazione principale e vi deve risiedere anagraficamente.
  • Il comodante (il genitore o il figlio che concede l’immobile) deve possedere un solo immobile in Italia, oppure, oltre all’immobile concesso in comodato, un altro immobile adibito a propria abitazione principale, a patto che non sia classificato nelle categorie A/1, A/8 e A/9.
  • Il contratto di comodato d’uso deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
  • Il comodante deve presentare la dichiarazione IMU al Comune entro i termini previsti, attestando il possesso dei requisiti.

Altrettanto importante è l’agevolazione per gli immobili dichiarati inagibili o inabitabili. Anche in questo caso è prevista una riduzione del 50% della base imponibile. Le condizioni per accedere a questa riduzione sono che l’immobile sia effettivamente inagibile o inabitabile e che tale condizione sia accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, oppure, in alternativa, che il contribuente presenti una dichiarazione sostitutiva all’ufficio comunale. È fondamentale che l’inagibilità non sia dovuta a lavori di ristrutturazione ma a reali condizioni di degrado che rendono l’immobile non idoneo all’uso abitativo.

Come ottenere gli sconti e altre esenzioni sull’IMU

Oltre alle agevolazioni per il comodato d’uso e per gli immobili inagibili, esistono diverse altre opportunità per ridurre l’IMU. È cruciale essere informati e agire per tempo, presentando la documentazione richiesta. Vediamo le principali:

  • Immobili di interesse storico o artistico: Per questi beni, riconosciuti tali ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile. Non è necessaria alcuna specifica richiesta se il riconoscimento è già avvenuto, ma è bene verificare le disposizioni del proprio Comune.
  • Fabbricati merce non locati: Le imprese costruttrici che possiedono immobili non locati e destinati alla vendita possono beneficiare di un’esenzione totale per un periodo limitato, solitamente fino a quando non sono venduti, a condizione che l’immobile sia accatastato e non sia stato venduto entro un certo termine. Anche qui, la disciplina può variare leggermente a livello comunale.
  • Terreni agricoli: Per i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti alla previdenza agricola, è prevista l’esenzione totale dall’IMU. Questa agevolazione mira a sostenere il settore primario e richiede il rispetto di specifici requisiti professionali e di iscrizione agli appositi albi.
  • Immobili occupati abusivamente: A partire dal 2023, è stata introdotta un’esenzione IMU per gli immobili occupati abusivamente, a condizione che il proprietario abbia presentato regolare denuncia all’autorità giudiziaria per reati come l’invasione di terreni o edifici. Questa misura intende alleggerire il carico fiscale su chi subisce un’occupazione illegittima della propria proprietà.

Per ciascuna di queste agevolazioni, la procedura più importante è la presentazione della dichiarazione IMU. Questa va inviata al Comune di riferimento entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si sono verificate le condizioni che danno diritto all’esenzione o alla riduzione. È fondamentale compilare correttamente il modulo, allegando la documentazione probatoria, come il contratto di comodato registrato o la perizia di inagibilità. In caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare il proprio Comune o un professionista del settore per assicurarsi di adempiere a tutti gli obblighi e massimizzare i benefici fiscali.