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Belvedere di San Gennaro: perché quei lavori “anonimi”?

Ricevo e pubblico*

Caro Direttore, come moltissimi automobilisti avranno già avuto modo di notare, nella curva della collina di San Gennaro, a pochissima distanza dal Santuario, di fronte al belvedere col panorama più bello del mondo, da un bel po’ di tempo si sta costruendo un muraglione enorme.

Chi sta costruendo? Non si sa, perché sul cartello che hanno messo, non c’è scritto un bel niente.

In alto a sinistra, il cartello....
In alto a sinistra, il cartello dei lavori….

 

...ed ecco il cartello in primo piano: non c'è scritto nulla!
…ed ecco il cartello in primo piano: a fianco di ogni “voce”, non c’è scritto nulla!

Mi domando: perché “nascondere” queste informazioni, se è tutto regolare?

E i vigili urbani e le forze dell’ordine che passano da quelle parti, non vedono che su quel cartello non c’è scritto nulla?

Non dicono niente?

Non prendono provvedimenti?

Non è indicato il permesso per la costruzione, non è indicato chi ha fatto il progetto, non è indicato il direttore dei lavori, non è indicato chi ha fatto i calcoli del cemento armato.

Non sono indicate nemmeno le autorizzazioni delle Soprintendenze.

Con tutta l’archeologia e con quella visuale mozzafiato sul golfo, se non c’è la protezione integrale lì, dove deve stare?

Non è indicato nemmeno il responsabile della sicurezza: e questo è grave!

Perché, scendendo a piedi sul marciapiede di fronte all’Accademia, ad un certo punto, nel pieno della curva, il marciapiede finisce e si va a sbattere in faccia al cantiere dei lavori.

Allora qualcuno  ha scritto “passaggio pedonale sul lato opposto”.

Ma come? In mezzo a una curva così pericolosa dove non si vede chi sale da giù (e che forse che va pure di fretta!), una persona anziana deve attraversare la strada con il rischio di finire sotto a una macchina?

Il panorama che si può ammirare a poca distanza dal “muraglione” in costruzione

Nemmeno le strisce pedonali hanno fatto!

Ma poi, mi domando: che senso ha mettere il cartello dei lavori senza scriverci niente?

E’ come se, per assurdo, un tutore dell’ordine parcheggiasse in divieto di sosta e mettesse bene in vista sul parabrezza il distintivo o la paletta di servizio, nella speranza di non avere la multa!

Ad ogni modo, volevo soltanto ricordare che, con la sentenza numero 29730 dell’11 luglio 2013 (http://lexambiente.it/urbanistica/160-cassazione-penale160/9673-urbanistica-destinatari-dellobbligo-di-esposizione-del-cartello-di-cantiere.html) la terza sezione della Cassazione Penale, ha stabilito che la violazione dell’obbligo di esporre il cartello indicante gli estremi del titolo abilitativo, qualora prescritto dal regolamento edilizio o dal titolo medesimo, è tuttora punita dall’articolo 44, lettera a) del d.P.R. 380\01 (…) ed i destinatari dell’obbligo vanno individuati nel titolare del permesso di costruire, nel committente, nel costruttore e nel direttore dei lavori.

Come è possibile leggere poi in uno specifico approfondimento legale (http://www.studiolegalemarella.it/novita-approfondimenti/diritto-penale/86/cartello-di-cantiere-cosa-accade-in-caso-di-omissione/905/)  questo stesso  d.P.R., all’articolo 27, comma 4, specifica che gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, se nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, oppure non sia apposto il prescritto cartello, oppure in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all’autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti.

L’articolo 44, comma 1, lettera a), del medesimo Testo Unico dell’Edilizia sanziona con l’ammenda fino a 10.329 euro l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dallo stesso d.P.R., nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire.

L’omessa esposizione del cartello costituisce reato soltanto se l’obbligo di esposizione sia prescritto dal regolamento edilizio oppure dal permesso.

Integra il reato persino l’esposizione, in maniera non visibile, del cartello indicante il titolo abilitativo e i nominativi dei responsabili, sebbene esso risulti presente all’interno del cantiere.

Figurarsi l’esistenza di un cartello in cui non c’è scritto nulla accanto alle informazioni che dovrebbero comparire…

D’altronde, siamo o non siamo, come afferma il nostro Sindaco,  la “città delle regole” e della “legalità”?

Tanto dovevo per opportuna conoscenza, soprattutto di chi è preposto ai controlli in materia.

Grazie per l’attenzione.

*Un libero professionista di Pozzuoli

 

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