Da stasera entra in vigore l’ordinanza 94 del 7 giugno con cui il sindaco Figliolia ha disposto, fino a tutto il prossimo 31 ottobre, il divieto di vendita di bevande alcoliche e analcoliche in contenitori di vetro dalle ore 21 alle ore 6 del giorno successivo sull’intero territorio comunale.

Il provvedimento adottato (CLICCA QUI PER LEGGERLO) ha l’obiettivo di “preservare il territorio cittadino dal degrado conseguente all’abbandono, per strada, nelle aiuole e sui muri, delle bottiglie e contenitori di vetro utilizzati dagli avventori delle tante attività ed esercizi commerciali della città”, oltre che “prevenire che eventuali comportamenti aggressivi o prevaricanti dei consumatori, soprattutto in conseguenza dell’abuso nell’assunzione di bevande alcoliche, possano degenerare attraverso l’utilizzo di bottiglie o cocci di vetro usati quali strumenti atti ad offendere”.

Il divieto è imposto a: titolari o gestori di esercizi pubblici, compresi gli stabilimenti balneari,  titolari delle attività artigianali,  circoli e associazioni private,  tutti i titolari di autorizzazioni per il commercio o la somministrazione di alimenti e bevande. Costoro hanno il divieto di somministrare, vendere o cedere a terzi, in loco o per asporto, anche attraverso distributori automatici, bevande alcoliche e non alcoliche in contenitori di vetro di qualsiasi forma o dimensione dalle 21 di ogni sera alle 6 del giorno successivo.

Il divieto non è valido nei dehors o plateatici esterni autorizzati annessi ai pubblici esercizi, nelle sale da pranzo e negli spazi destinati agli avventori.

L’ordinanza impone anche il “divieto di consumo” delle stesse bevande in vetro su tutte le aree pubbliche e sempre dalle ore 21 alle ore 6 del giorno successivo.

Ai trasgressori sarà applicata una sanzione pecuniaria da 25 a 500 euro.

Per due violazioni consecutive, gli esercenti rischiano la sospensione dell’attività da tre a quindici giorni.

Resta invariato il divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche ai minori, la cui violazione è punita con sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro (da 500 a 2.000 euro se il fatto è commesso più di una volta).