La libreria "Novecento" di via Carlo Rosini

400 euro al giorno. E’ il contributo che la solidarietà dei cittadini sta donando per salvare la libreria “Novecento” di via Carmine.

L’sos lanciato dai coniugi Di Meo (Alfredo ed Elena, nella foto), che gestiscono questa attività tra mille difficoltà economiche, sta funzionando alla grande.

Sfondato oggi il muro dei 3.000 euro, ne mancano ancora 17mila per sanare tutta la situazione debitoria e ripartire con un nuovo progetto di rilancio che sia in grado di autofinanziare il futuro della libreria più antica di Pozzuoli.

Una corsa contro il tempo da qui ai prossimi due mesi, che, ora più che mai, si spera di vincere, viste le numerose risposte concrete alla raccolta fondi (che è possibile effettuare via internet cliccando su questo link o direttamente presso la libreria).

Siamo commossi da questa ondata di affetto, non abbiamo parole per ringraziare tutti coloro che ci stanno aiutando ad affrontare una sfida così complicata”, dicono Elena e Alfredo.

Un appello per salvare la “Novecento” arriva anche da Antonio D’Isanto (nella foto) ex coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà, che, dalla Germania (dove sta completando il percorso di studi per conseguire il Dottorato di ricerca in Astronomia, rivolge un invito “a tutte le forze politiche cittadine, di governo o di opposizione,  a fare tutto ciò che sia in loro potere per non lasciare soli Alfredo Di Meo e sua moglie Elena. Mi rendo conto che le leggi di mercato sono quelle che sono, e che tante attività commerciali al giorno d’oggi sono in difficoltà, a causa della crisi della piccola imprenditoria e del moltiplicarsi dei grandi centri commerciali, parallelamente alla diffusione capillare dell’e-commerce. Così come comprendo che la politica e chi la amministra debba venire incontro, allo stesso modo, alle esigenze di tutti. Tuttavia, chi si assume la responsabilità di essere classe dirigente, in una città grande e importante come Pozzuoli, ha anche l’onere di farsi carico di un lascito culturale, che rappresenta la storia di quel territorio. La Cartolibreria Novecento è parte di quel lascito. La sua importanza va al di là dell’importanza, comunque non trascurabile, che riveste dal punto di vista del sostentamento economico di una famiglia. Si tratta piuttosto, e principalmente, di un ruolo culturale, sociale, educativo, e che afferisce alla memoria storica della nostra comunità. Un ruolo che andrebbe preservato”.

Secondo D’Isanto, tuttavia, “oltre che partecipare attivamente alla raccolta fondi, che può rappresentare una soluzione momentanea ai problemi della Novecento, come cittadini puteolani, dobbiamo anche aiutare questo luogo a non morire. Facciamo sì che possa continuare ad essere un attrattore di cultura, di idee, di crescita. Un buon inizio potrebbe essere quello di comprare lì i vostri regali di Natale. Dio sa quanto ci sia bisogno di libri e di cultura nel nostro Paese, e non solo. Regalando un libro a Natale, potremmo fare un favore a noi stessi, a chi beneficerà del dono, e ad un pezzo di storia della nostra bella città”.

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