Ancora un incremento per il sollevamento del suolo in città a causa del bradisismo. Il sospetto (alimentato dall’aumento del numero e dell’intensità dei terremoti) è stato confermato dagli ultimi due bollettini settimanali dell’Osservatorio Vesuviano sull’andamento del fenomeno (CLICCA QUI PER LEGGERE QUELLO DI OGGI).

Pozzuoli infatti sta salendo di circa 13 millimetri al mese (valore medio tra un massimo di 15 millimetri e un minimo di 11 millimetri).

Un valore che va ad aggiornare quello di settembre 2020 (10 millimetri al mese), a sua volta in aumento rispetto al periodo gennaio-agosto 2020 (6 millimetri al mese).

Nel giro di un anno, dunque Pozzuoli ha praticamente raddoppiato la velocità di “salita”.

Il sollevamento del suolo da gennaio 2019 ad oggi è di 20 centimetri (69 dal gennaio 2011 e 75 da novembre 2005)

Nelle quattro settimane comprese tra il 28 dicembre e il 24 gennaio sono state registrate ben 253 scosse (9 al giorno di media).

Segnali da monitorare con attenzione ma che dall’Osservatorio, non sono considerati tali da alzare il livello di allarme sul territorio, che nel periodo della crisi bradisismica 1983-85 faceva invece registrare un sollevamento medio del suolo superiore di dieci volte rispetto ad oggi.

Una richiesta specifica in tal senso era arrivata il 30 dicembre scorso dall’avvocato Roberto Ionta, che aveva inviato   alla Protezione Civile Nazionale e Regionale, al governatore De Luca e al sindaco puteolano Figliolia una diffida (CLICCA QUI PER LEGGERLA) per alzare il livello di allerta (da giallo ad arancione) in merito alla prevenzione da eventuali eruzioni vulcaniche.

Diffida a cui la Protezione Civile ha risposto proprio pochi giorni fa, sostenendo che non ci sono i presupposti per assumere un provvedimento del genere.

Una replica (CLICCA QUI PER LEGGERNE IL CONTENUTO INTEGRALE) che ha deluso e amareggiato non poco Ionta: “La risposta della Protezione Civile è assolutamente insoddisfacente – commenta il legale (nella foto) – Anzitutto non si risponde alla mia precisa domanda  su quali siano i criteri/parametri per elevare il livello di allerta ad arancione, limitandosi a  riportarsi genericamente al “permanente monitoraggio” della comunità scientifica: pertanto, ad oggi non sappiamo né quali siano questi parametri né in quale caso scatta la evacuazione per imminente eruzione o fase bradisismica avanzata. La stessa Protezione Civile dà atto di una prova (una sola) del 16-20 ottobre scorsi che è stata assolutamente poco pubblicizzata né ha coinvolto le centinaia di migliaia di persone (circa 500mila) che la rendessero attendibile in uno scenario di rischio eruttivo attraverso una azione di allontanamento organizzata e con vie di fuga ben delineate, essendo stata limitata ai centri di raccolta delle persone. Mi auguro conclude Ionta – che  la grave situazione di Pozzuoli con la sua caldera pericolosissima sia meglio attenzionata dalla Commissione grandi rischi atteso che si ripetono costantemente scosse di terremoto, prodromi di scenari apocalittici che solo San Gennaro potrà evitare”.