Sgombriamo subito il campo da ogni possibilità di equivoco.

Questo articolo che vi accingete a leggere non vuole delegittimare né il lavoro di una giuria di professionisti né le capacità artistiche di chi, da questi esaminatori, è stato giudicato.

Ciò che ci accingiamo a scrivere deve servire invece da stimolo affinché non accadano più situazioni tali da creare imbarazzi ed alimentare inquietudini.

Vi stiamo infatti raccontando di una vicenda che, per stessa ammissione del diretto interessato, vede “inopportuna” e “incompatibile” la presenza di un (ex) dirigente comunale a capo della giuria di un concorso di poesie indetto dall’Amministrazione Comunale e giunto alla quinta edizione.

Carlo Pubblico

Il concorso si chiama “Briciole di emozioni” e, inizialmente riservato soltanto agli alunni delle scuole medie e superiori, da due anni è stato esteso anche alle classi quarte e quinte della “primaria”.

Al vertice del premio c’è Carlo Pubblico.

C’è quest’anno da “presidente onorario” (quello ordinario è l’assessore alla pubblica istruzione Luisa De Simone) e c’era l’anno scorso da presidente in carica.

Perché focalizziamo l’attenzione su Pubblico?

Perché nei due anni in cui il concorso ha riguardato la scuola primaria, un primo posto e due secondi posti (ossia tre premi sui quattro in palio per questa categoria, il 75% del totale) sono andati ad alunni di due classi che hanno come  insegnante di materie letterarie la moglie di Pubblico.

La premiazione del concorso 2016 al palasport di Monterusciello

Alunni che la giuria ha premiato (con Ipod e tablet) in scienza e coscienza, giudicando la qualità dei loro elaborati tra decine e decine di poesie (nel 2016 erano 194 quelle provenienti dalla scuola primaria, per il 2017 non lo sappiamo, giacché il verbale della commissione giudicatrice non è stato pubblicato all’Albo Pretorio del Municipio all’interno della determina dirigenziale numero 509 del 15 marzo scorso) e giammai facendosi condizionare dalla parentela “eccellente” della loro maestra con il presidente del concorso.

Ciò tuttavia non ha impedito che l’esito del concorso di poesie nella scuola primaria avesse un retrogusto molto amaro per insegnanti e genitori degli alunni sconfitti, specie per quegli insegnanti e quei genitori a conoscenza del vincolo coniugale tra il presidente del concorso e una delle docenti indirettamente in gara.

La domanda che ci poniamo è la seguente.

Perchè il Comune ha contribuito a creare un clima di diffidenza di cui non c’era assolutamente bisogno?   

Se già l’anno scorso, Carlo Pubblico, come presidente del concorso e giurato con diritto di voto, aveva comunicato, durante l’esame delle poesie, che “per motivi di opportunità nonché di sopravvenuta incompatibilità” si sarebbe astenuto “da qualunque votazione sui componimenti poetici degli alunni della scuola primaria” (proprio perché tra gli elaborati in gara c’erano quelli  prodotti da allievi della classe di sua moglie, uno dei quali poi si classificò al secondo posto), per quale motivo quest’anno si è insistito a riproporlo come presidente del concorso benché fosse andato già in pensione?

La dichiarazione di Pubblico a verbale del concorso 2016

Per quale motivo si è voluto rimettere Carlo Pubblico nella stessa situazione di “inopportunità” e “incompatibilità”, appesantita dal fatto che stavolta la classe di sua moglie ha fatto il “pieno” di premi conquistando sia il primo che il secondo posto per la sezione “primaria”?

Carlo Pubblico (foto nando panico)

Ci vuole tanto a capire  che, finché una insegnante avrà allievi in gara a questo premio di poesia, la presenza del marito come capo del concorso o all’interno della giuria, può soltanto creare problemi ad entrambi e rischiare di pregiudicare la serenità della competizione al di là della buona fede di tutti?

Auguriamoci che il messaggio sia recepito da chi di dovere e di non dover mai più scrivere un articolo di invito al buon senso istituzionale, specie quando ci sono di mezzo bambini e adolescenti.

 

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