La zona del Campiglione, a ridosso del tunnel Pozzuoli-Quarto, in una immagine di stamattina (foto silvio campana)

Dai giovani nasce la voglia di presidiare il territorio per prevenire ulteriori disastrosi incendi come quelli che stanno devastando molte zone di Pozzuoli.

E’ stato infatti organizzato, per domani mattina, martedì 18 luglio, dalle 9.30, all’ingresso dell’oasi naturalistica di Monte Nuovo, un “momento di controllo diretto e popolare in modo da segnalare eventuali accenni di roghi e lanciare un messaggio forte contro esecutori e mandanti di questo disegno criminale e pianificato contro la comunità ed il patrimonio ambientale”.

A promuovere il tutto è l’associazione “L’Iniziativa” e, come si legge dalle 21.38 di ieri sulla pagina Facebook del sodalizio, “il presidio che sarà organizzato lungo il cratere, nasce in modo spontaneo dopo i drammatici eventi di questi giorni, è aperto a tutti i singoli cittadini e non ha alcuna appartenenza di gruppo o di bandiera, nella speranza che iniziative simili di difesa del territorio possano svilupparsi su altri siti a rischio, già colpiti in passato da roghi e incendi. E che lo Stato faccia la sua parte, senza ritardi, con tutti gli strumenti a sua disposizione!”

L’avvocato Dario Chiocca, presidente dell’associazione “L’Iniziativa”

L’idea è nata dal presidente dell’associazione, l’avvocato Dario Chiocca, che ieri alle 19.25, sul proprio profilo Fb, aveva spiegato che questa ‘emergenza incendi’, che emergenza non è, bensì attacco criminale a tavolino, somiglia sempre più, per danni e modalità eversive, all’emergenza rifiuti di qualche anno fa, mai del tutto risolta. Anzi, forse sono così legate da essere due facce della stessa medaglia, degli stessi interessi illeciti, delle stesse collusioni e contraddizioni di Stato” e rifletteva seriamente sull’opportunità di “andare al Montenuovo o alla Foresta di Cuma, prossimi probabili obiettivi dei Campi Flegrei, con una maglietta o un cartello con la scritta “target” (obiettivo), come i giovani sui ponti di Belgrado nel ’99 durante la guerra nella ex Yugoslavia.  Senza nessuna ironia, ma solo tanta rabbia”.

L’incendio di stanotte nella zona di San Vito (foto lucia loffredo)

“Per troppi anni – è l’interessante riflessione di Chiocca a commento di chi sostiene che non c’è più prevenzione da quando è stata soppressa la Guardia Forestale –  ho visto con i miei occhi interventi fatti con il “secchiello”, incendi spenti la notte e poi lasciati riprendere. L’ultimo caso è stato il Monte Nuovo nel 2016: sette giorni a fuoco lento! La mia domanda è: perché? Il nostro sistema di prevenzione e spegnimento incendi non è che sia stato così impeccabile da quando ne ho ricordo ad oggi. E’ notorio quanto accaduto in Calabria, ci sono anche inchieste della magistratura a riguardo: con il sistema di incentivi economici legati al maggior numero di interventi, gli incendi aumentavano; quando gli incentivi sono stati legati alla riduzione degli incendi, allora sono diminuiti. L’Italia è un Paese strano e lo sappiamo. L’idea che mi sono fatto da anni è che sulla questione incendi di stranezze ce ne sono almeno 3 o 4 legate tra loro”.

Ebbene: ci auguriamo che queste stranezze vengano a galla e ricevano tutte le “attenzioni” possibili dalla giustizia e dalla politica nazionale.