L’anno scolastico è praticamente iniziato, sindaco e assessore alla pubblica istruzione fanno gli auguri ad alunni e docenti magnificando gli interventi di ristrutturazione in alcuni edifici destinati alle attività didattiche, ma purtroppo non dicono una sola parola su ciò che di ancor più concreto interessa a tantissimi genitori: la sorte dei buoni libro (e delle borse di studio) per gli alunni aventi diritto che frequentano le medie e le superiori.

Il problema per le elementari non sussiste: con una determina dirigenziale firmata proprio oggi, infatti, il Comune ha destinato 155mila euro per l’acquisto dei libri di testo, gratuiti per tutti e già da domani, dicono in Municipio, partirà la distribuzione delle cedole in questione.

Per gli studenti meno abbienti delle scuole medie e superiori (e soprattutto per i loro genitori, che devono mettere mano alla tasca) invece, si prospetta il secondo anno consecutivo di calvario.

La Regione, infatti, che copre la spesa destinata a  questa tipologia di buoni-libro, ancora non ha assegnato i fondi né per il 2012-2013 né tantomeno per la stagione didattica in partenza.

Il rischio è che, per il secondo anno di fila, alle medie ed alle superiori non si distribuiscano nemmeno le cedole.

Con un insostenibile aggravio di spesa su bilanci familiari già falcidiati dalla crisi o azzerati da “storiche” situazioni di indigenza.

librai puteolani (che da due mesi hanno chiesto invano un incontro con l’assessore alla pubblica istruzione Alfonso Trincone per capire se e come si sta evolvendo la situazione) non sono infatti disponibili a fare credito a chi è in difficoltà economica e vorrebbe acquistare libri di testo senza cedola.

Una indisponibilità dovuta non certo a insensibilità di fronte a determinate situazioni sociali, ma ad evidenti ragioni di sopravvivenza delle loro imprese: perché è chiaro che la cedola rappresenta un titolo di credito che prima o poi verrà rimborsato e nessun negoziante, specie in un periodo commerciale così difficile, può permettersi di acquistare libri pagandone in anticipo il costo alle case editrici col rischio di non incassare nemmeno un centesimo dalla  vendita di questi testi.

Dal Municipio fanno sapere che “entro fine mese la Regione ha promesso di assegnare i fondi per i libri delle scuole medie e superiori per l’anno scolastico 2012/2013, dopodiché si studierà in che modo rimborsare queste somme ai genitori che avevano diritto alle cedole”, ma precisano anche che “per l’anno scolastico corrente non si sa ancora nulla, se non che queste somme di provenienza regionale subiranno una decurtazione”.

Ma la questione rischia di assumere contorni molto delicati, così come denuncia il consigliere di opposizione Tito Fenocchio.

“E’ una pazzia che il Comune non abbia ancora liquidato i buoni libro di medie e superiori per l’anno scolastico 2012/2013 –sostiene l’esponente di minoranza eletto nella lista civica “Uniti per la Libertà”- In bilancio i soldi c’erano e bisognava pagarli altrimenti vengono meno i due elementi indispensabili del bilancio, ossia la certezza e la veridicità. Il dirigente al ramo ha inserito i soldi nel bilancio 2012 individuando anche le fonti di finanziamento: su queste somme lo stesso dirigente non ha mai fatto alcun accertamento negativo su cui poter operare eventualmente una variazione di bilancio, dunque sono state confermate sia in sede di riequilibrio che di consuntivo. Quindi, è maturata un’obbligazione e non c’è nessun motivo per non pagare, a meno che non si dichiari di aver commesso un falso in bilancio di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità. Non capisco per quale motivo, con i soldi appostati in bilancio, il Comune non anticipi queste somme e poi, eventualmente, apra una vertenza con la Regione Campania per la restituzione. Eppure il  Comune anticipa somme per qualsiasi motivo, tanto è vero che proprio per questa ragione è in crisi di liquidità  -tuona Fenocchio-  Evidentemente, chi governa Pozzuoli preferisce riempirsi la bocca di opere pubbliche, strade, marciapiedi e rotonde, ma poi, con altrettanta facilità,  toglie soldi destinati ai ragazzi. Tutto ciò dimostra la scarsissima attenzione che l’Amministrazione ha nei confronti dei problemi reali della gente. Ai puteolani, delle crisi politiche in seno alla maggioranza, della nomina  dei dirigenti, dei grandi laghi e del Piu Europa, importa molto meno del fatto che devono mandare i figli a scuola e non sanno come farlo senza un sostegno economico. Adesso, lo stesso problema dello scorso anno rischia di riproporsi puntualmente. Ma i cittadini devono sapere che nel bilancio di previsione 2013 sono stanziati  570mila euro per i buoni libro e 619.600 euro per le borse di studio. Sono soldi che devono essere spesi interamente. Nel caso in cui il dirigente alla pubblica istruzione non abbia la certezza del trasferimento di una parte o di tutti i 925.600 euro di fondi regionali previsti, facesse un accertamento negativo entro il 30 settembre, così si potrà fare una variazione di bilancio e trovare la copertura economica per pagare comunque tutti i buoni libro e le borse di studio. Ma non si venga mai a dire ai puteolani che il Comune non paga perché dalla Regione non arrivano i soldi, perché se quelle stesse somme sono iscritte in bilancio vuol dire che devono essere pagate a meno che non siano cancellate o rettificate nei termini previsti dalla legge”.

Dalle affermazioni di Fenocchio, dunque, sembra che la questione dei buoni-libro e delle borse di studio possa diventare addirittura materia per la Corte dei Conti.

L’auspicio, ovviamente, è che tutto si possa risolvere per il meglio nel più breve tempo possibile.

Non solo per evitare di far indebitare ulteriormente le famiglie meno abbienti, ma soprattutto per non creare, di fatto, odiose discriminazioni tra studenti “benestanti” e studenti “poveri” nel sacrosanto diritto allo studio.