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Caccia, WWF: nuove norme aumentano rischi per la sicurezza pubblica

“A Roma nei giorni scorsi auto colpita da proiettile di cacciatore”

Milano, 10 gen. (askanews) – Ogni anno nel nostro Paese si verificano uccisioni, ferimenti e danneggiamenti connessi allo svolgimento dell’attività venatoria. Un elenco sempre più lungo al quale già dai primi giorni del 2023 si sono aggiunti numerosi eventi, anche dagli epiloghi tragici: in Abruzzo il 6 gennaio ha perso la vita un uomo di 64 anni, in Calabria l’8 gennaio un cacciatore di 61 anni è stato ferito all’addome, nel Lazio lo scorso 9 gennaio un cinquantenne ha subito l’amputazione di due dita dopo avere ricevuto un colpo di fucile al piede e nei giorni scorsi in località Fonte Nuova, in provincia di Roma, un cacciatore ha esploso un colpo di fucile dalla finestra di casa colpendo un’auto di passaggio, fortunatamente senza conseguenze per gli occupanti.

Ad agitare questo tema è il WWF che in una nota spiega che “è singolare che il Governo e la maggioranza parlamentare dicano di avere a cuore la sicurezza pubblica ritenendo che questa sia messa a repentaglio dalla fauna selvatica senza però considerare la diffusione e gravità di questi fenomeni che vengono definiti, in maniera volutamente riduttiva, incidenti di caccia”. “Altrettanto singolare è il fatto che questi episodi vengano relegati nelle cronache locali e che nell’ambiente venatorio vengano considerati come mere fatalità, mentre è sufficiente un video che ritrae un lupo impaurito in aree periurbane o la notizia, i cui dettagli sono ancora tutti da accertare, dell’attacco di un orso nel versante laziale dell’area contigua del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per fare in modo che i cacciatori e i politici a loro vicini, diffondano notizie dai toni allarmistici” prosegue l’associazione, aggiungendo che “si amplificano così gli episodi parlando di invasione, emergenza e prospettando pericoli imminenti per le persone, invocando i fucili quale unica soluzione, senza approfondire le reali cause o lavorare sulla prevenzione”.

“Se l’obiettivo è tutelare la pubblica incolumità – conclude il WWF – ci aspettiamo che i decisori politici cambino rotta, rinunciando all’approccio sinora adottato che, consentendo ai cacciatori di sparare persino in aree urbane, determina un oggettivo aumento del rischio per la incolumità dei cittadini, già impossibilitati a frequentare in sicurezza le aree naturali durante la stagione venatoria”.

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