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Caivano “vuole” Figliolia? Prendetevelo e buona fortuna!

Fine anno: tempo di buonismo, di festeggiamenti e anche di riflessione per chi, come a Caivano, dovrebbe andare al voto entro giugno per rieleggere la propria classe dirigente. Qui , infatti, tre mesi fa, il sindaco Simone Monopoli è stato mandato a casa da tredici consiglieri dimissionari davanti ad un notaio.

Simone Monopoli, il sindaco uscente

Un “siluro” che porta la firma politica di Forza Italia (partito che lo candidò) e del Pd.

Tutto dopo due anni di Amministrazione in cui Monopoli (giudicato troppo “accentratore” dai suoi avversari, a cominciare da quelli interni) ha dato dei segnali fortissimi in direzione della legalità all’interno della macchina comunale.

Rotazioni di dirigenti, procedimenti disciplinari, denunce ed esposti in Procura, all’Autorità Anticorruzione, alla Corte dei Conti, dissesto finanziario per evitare che la città fosse inghiottita da una voragine debitoria pari a 40 milioni di euro: questo è stato il “marchio di fabbrica” del Sindaco sgradito alla maggioranza degli eletti di Caivano.

Ma per voltare pagina, il Pd caivanese a chi pensa?

Lo apprendiamo da un manifesto con cui si annuncia, per domani mattina, proprio a Caivano, in piazza primo maggio, un incontro con Enzo Figliolia, capo della Giunta di Pozzuoli.

Uno dei “migliori sindaci italiani”, così come viene presentato da Antonio Angelino, segretario cittadino del Pd locale.

Figliolia, nelle intenzioni dei Democrat  caivanesi, dovrebbe rappresentare la luce da seguire sulle “migliori pratiche amministrative” per “condividere metodi di lavoro, obiettivi e risultati”.

Il sindaco Enzo Figliolia (foto enzo buono)

Il Pd di Caivano però, nel magnificare il sindaco di Pozzuoli come modello di riferimento per il governo locale, omette di dire che, in tre mandati, Figliolia ha subìto l’onta di uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche, un’indagine della DDA su tutti gli appalti del Comune con l’ipotesi di favoreggiamento alla criminalità organizzata, è attualmente indagato per falso ideologico e turbativa d’asta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è stato multato dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione per non aver aggiornato il piano triennale trasparenza e anticorruzione, è stato fatto oggetto di una denuncia all’Anac per l’appalto sulle telecamere della Ztl, la sua Amministrazione è stata pesantemente bacchettata dalla Corte dei Conti per stipendi gonfiati e promozioni illegali e  ha indebitato i puteolani fino al 2044 per coprire un disavanzo di 75 milioni di euro (CLICCA QUI PER LEGGERE)

Per tacere di quanto ha fatto pagare ai puteolani, in termini di tassa sui rifiuti, aver portato la città  a sfiorare l’80% di raccolta differenziata e dei lavori mai completati (e forse mai iniziati) alle fogne (nonostante ingenti finanziamenti) per evitare i vergognosi allagamenti in città ogni volta che piove.

Certo: anche questo Figliolia meno virtuoso (oltre a quello “iperattivo” che gli fa valere molte lodi) indubbiamente piace al 71% degli elettori (ma non dei cittadini) puteolani che lo ha rivotato.

Ma, in questo momento storico, con un Comune che pare destinato ad essere rivoltato come un calzino dalla commissione d’accesso, siamo sicuri che, ai caivanesi, il sistema di governo “Figliolia” sia più utile di quello che stava portando avanti il sindaco mandato a casa da Pd e Forza Italia?  

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