“Grazie, sindaco! Avanti così, non ti fermare. Sei bravo”. E’ il contenuto del cartello che martedì pomeriggio campeggiava all’esterno di un negozio del centro storico.

A scriverlo di suo pugno, il titolare dell’attività, Peppe Arionte, e non certo per fare i complimenti al Capo dell’Amministrazione, ma per contestarlo in modo ironico dopo quanto accaduto poco prima allo stesso commerciante.

Arionte ha infatti deciso di sfidare, a proprie spese, la polizia municipale (di cui il Primo Cittadino ha mantenuto la delega dopo aver deciso di non assegnare alcun assessorato al ramo) in segno di protesta contro la vera e propria anarchia che caratterizza la sosta nella zona a traffico limitato a ridosso di piazza della Repubblica.

E’ lui stesso a spiegarci come e perché.

“Erano circa le quattro del pomeriggio –esordisce Arionte- e, come accade ogni giorno a quell’ora, visto che dovevo aprire il mio negozio, ero in cerca di un posto dove parcheggiare la mia auto nella Ztl. Ho un regolare contrassegno che, come esercente del posto, mi autorizza a sostare nelle strisce gialle riservate ai residenti. Purtroppo, però, questo tagliando, spesso non serve a nulla perché tutti i posti auto sono quasi sempre perennemente occupati, anche da vetture che non ne avrebbero alcun diritto. Non a caso, tempo fa, ho chiesto personalmente al sindaco Figliolia di provvedere affinchè i vigili urbani fossero più presenti all’ingresso della Ztl e soprattutto accertassero che in quest’area parcheggi solo chi è autorizzato a farlo, così come ho chiesto che fossero controllati tutti i permessi per gli invalidi. Ebbene, l’altro ieri non so quanti giri a vuoto ho fatto e non ho trovato un buco libero. Il molo caligoliano era ancora chiuso, non potevo parcheggiare in nessun posto se non a pagamento sulle strisce blu e francamente non mi andava affatto di dover sborsare dei soldi quando, col mio permesso, avrei diritto alla sosta gratuita. Ma poi  c’è stato un episodio che mi ha fatto imbestialire”.

Cosa è successo?

E’ successo che, giunto in prossimità del negozio di cui sono titolare, ho visto due auto parcheggiate sul marciapiede, praticamente a ridosso dell’ingresso della mia attività. Queste auto non avevano alcun contrassegno identificativo che le autorizzassero alla sosta nella Ztl e comunque lì dov’erano fermate non potevano stare. E non ci ho visto più.

Cosa ha fatto?

Ho parcheggiato anch’io sullo stesso marciapiede. Ho deciso di comportarmi esattamente come tutti quegli incivili che fanno così sia il giorno che la notte senza che nessuno li sanzioni in questa vera e propria terra di nessuno che è la Ztl di piazza della Repubblica. Sapevo di essere in difetto, ma stavolta è stato più forte di me. Sono una persona ligia al dovere in qualsiasi cosa, ma quando è troppo è troppo: se sono circondato da furbi impuniti, non voglio essere io l’unico fesso a rispettare le regole. E’ stata una questione di principio. La legge o vale per tutti o non vale per nessuno.

Risultato?

Sono arrivati sul posto i vigili urbani. Ero consapevole di essere in difetto e che avrei pagato di tasca mia per questa mia violazione voluta. E così è andata a finire. Purtroppo però ci ho rimesso soltanto io.

Perché?

Perché all’arrivo della polizia municipale, i proprietari delle auto che erano anch’esse in divieto di sosta davanti al mio negozio hanno fatto una corsa per andare a spostare quelle vetture. E i vigili, invece di elevare due sacrosante contravvenzioni, gliel’hanno fatta passare liscia. A quel punto, quando gli agenti hanno chiesto anche a me di spostare l’auto, mi sono rifiutato categoricamente di farlo.

Motivo?

Questione di principio, l’ho già detto. Se i vigili avessero multato quelle due auto così come era doveroso fare e sarebbe doveroso fare anche in altre occasioni del genere, io mi sarei comportato diversamente. Ma visto che in questa Ztl ognuno fa ciò che gli pare, in quel momento ho deciso che dovevo adeguarmi anch’io all’andazzo.

Cosa hanno fatto i vigili?

L’unica cosa che potevano fare di fronte al mio rifiuto. Mi hanno multato e rimosso l’auto col carro attrezzi. Ho pagato i 90 euro per il dissequestro della macchina e pagherò anche i 41 euro della multa, non è questo il problema. Ma, sia pure a mie spese, spero di aver sollevato una questione che si deve affrontare con urgenza. Qui non può più comandare il primo che si sveglia la mattina. I divieti vanno rispettati e chi è tenuto a farli rispettare deve essere inflessibile con tutti. Altrimenti da questo momento in poi sarò io a scattare fotografie e a sporgere denunce contro chi fa impunemente i comodi propri a qualsiasi ora. E poi vediamo come va a finire questa storia… 

Cosa dire? Se un cittadino, preso dall’esasperazione, è disposto ad arrivare a tanto, vuol dire che a Pozzuoli, per ripristinare un livello minimo di civile convivenza, bisogna fare ancora tanta strada.

E la strada è una sola: tolleranza zero contro chi se ne infischia di tutto e di tutti.

Non solo nei confronti di chi, come il commerciante in questione, ha agito volontariamente da “incivile” per  denunciare un malcostume duro a morire.

(da “Il Corriere Flegreo” dell’11 aprile 2013)