sabato, Maggio 18, 2024
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Caos targhe straniere: la nuova legge appena approvata è già illegittima!

Ricevo e pubblico*

Quella della circolazione dei veicoli con targa straniera è un’annosa questione che si protrae oramai dal dicembre 2018, epoca dalla quale sono iniziati verbali e/o sequestri palesemente illegittimi.

Ebbene, in data 16 dicembre 2021 con la pubblicazione della sentenza (causa C-274/20) della Corte di Giustizia Europea sembrava che la questione fosse oramai quasi definitivamente risolta; invece, il legislatore italiano, consigliato da qualcuno non avvezzo alla tecnica legislativa della successione della legge (e delle sentenze sovranazionali) nel tempo, ha approvato e pubblicato (e domani 1 febbraio entra in vigore per una parte…), in un provvedimento multidisciplinare, l’articolo 2 contenente la nuova normativa per la circolazione dei veicoli aventi targa straniera.

Di tale normativa, che va ad aggiornare il codice della strada introducendo un nuovo articolo (93 bis), addirittura, non è stato diffuso alcunché alle forze di polizia, ragion per cui, a tutt’oggi, molti uffici non sanno nulla di quanto sia stato approvato.

Purtroppo, da tecnico è obbligatorio essere aggiornati sulle innovazioni legislative e dopo la segnalazione di questo provvedimento normativo si è stati costretti di fretta (considerata la sua veloce entrata in vigore) a esaminarlo nelle dovute angolazioni.

L’articolo 2 della legge 23/12/2021 numero 238, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (durante le vacanze natalizie!!!!), vede la sua entrata in vigore in duplice data, è palesemente illegittimo per i motivi che di seguito andremo a illustrare.

La prima circostanza che ci ha fatto riflettere è stata la data della legge: 23 dicembre 2021 a fronte della pubblicazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 16 dicembre 2021.

Troppa speditezza del legislatore (…) anche valutando gli interessi in campo (perdita del bollo auto e impoverimento delle assicurazioni operanti in Italia).

Infatti, a seguito della lettura dell’articolo 2 della legge richiamata si legge (per gli addetti ai lavori) la circostanza che lo stesso articolo è stato legiferato per un dovere di ottemperanza dello stato italiano a un procedimento comunitario che lo ha visto condannato in sede europea (Caso ARES 2019 4793003).

Quindi, il legislatore, dovendo ottemperare a un suo obbligo giuridico-comunitario (deve adeguarsi ai dettami dei tribunali europei per obbligo previsto nei trattati) risalente al 2019 (ben due anni prima della legge esaminata!!!!!), pensa bene di adeguare il suo codice della strada in materia di circolazione di veicoli con targa straniera.

Dovendo agire in sede multidisciplinare (un’unica legge di ottemperanza a diverse sanzioni europee in materia legislativa) e avendo già la bozza di legge già studiata dai suoi tecnici giuridici, dimentica però di adeguarsi alla ulteriore sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea di pochi giorni prima (16 dicembre 2021).

Cosa succede? Succede un pastrocchio!!!!

Cioè la nuova legge 23/12/2021, n.238 è GIA’ contraria a una ulteriore sentenza della Corte di Giustizia Europea di pochi giorni prima l’approvazione.

Un lavoro inutile per il legislatore e i numerosi agenti di polizia che devono poi operare su strada cercando di applicare (quando si può) una legge già nata illegittima.

Tanto lavoro per i Giudici di pace e gli avvocati e tanto danaro che fluttua inutilmente (lo Stato si illude di incassare ma poi deve restituire!!!) con ulteriore danno (erariale) per quegli agenti di polizia poco riflessivi alle palesi illegittimità formali e sostanziali.

Veniamo al sodo, esaminando le diverse fattispecie introdotte (e/o abrogate).

L’articolo 93 del Codice della Strada viene letteralmente svuotato, in quanto vengono abrogati i comma 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies, 7-bis e 7-ter.

Viene subito in risalto l’abrogazione dell’articolo 93 1-ter che disciplinava la circolazione dei veicoli stranieri intestati alle società comunitarie aventi sede all’estero e che concedeva i veicoli stessi (anche ai cittadini italiani) per mezzo della contrattualistica internazionale (leasing – noleggio senza conducente – collaborazione).

Nel nuovo testo dell’articolo 93 bis del Codice della Strada non si fa più menzione di tale fattispecie normativa; sembra esserlo il comma 2°, ma lo stesso, per interpretazione sistematica con l’intero asse normativo, è da considerarsi applicabile alle sole ipotesi normative di circolazione di veicolo straniero intestato a persona fisica straniera.

Risultato: dal 1 febbraio 2022 i veicoli con targa straniera intestati a persone giuridiche (società di capitali: spa e srl estere) e circolanti in Italia sono privi di regolamentazione normativa!!!

Alias, le forze dell’ordine potranno solo contestare violazione di norme di comportamento (cintura di sicurezza, non arresto allo STOP ecc): null’altro!!!

Veniamo alla circolazione dei veicoli con targa straniera intestati a persone fisiche. Il legislatore è meritevole di aver fatto un grande sforzo normativo (dal 2018 al 16/12/2021), introducendo fattispecie regolamentari giuste e astrattamente condivisibili (in parte….), ma omette di considerare la sentenza della Corte di Giustizia Europea di pochi giorni prima, che ha reso inutile questo intervento legislativo.

La Corte, con la sentenza del 16/12/2021 si è espressa con manifesta semplicità sull’istituto del comodato d’uso dei veicoli in ambito europeo sancendo la libertà della figura contrattuale e condannando la limitazione di tale utilizzo con regolamentazioni nazionali, se troppo restrittive.

La Corte, nella sua sentenza, rimette la questione nuovamente al Giudice di Massa (Giudice Italiano rimettente la questione pregiudiziale) dando a Lui la discrezionalità circa la durata (SOLO!!!!) del contratto di comodato in ordine ai veicoli per cui si discorre.

Ebbene, la preparazione giuridica di tale Giudice è tale che si adeguerà alla normativa cui (giustamente) rinviano le tipologie di contrattualistica di leasing, noleggio senza conducente e contratto di collaborazione (subordinata e autonoma) che massimo può essere di un anno (come disciplinato con il nuovo testo dell’articolo 132 del Codice della Strada, modificato dallo stesso articolo 2 legge 2021/238 ).

Il nuovo articolo 93 bis prevede una serie di adempimenti in capo al conducente del veicolo (straniero) che cozzano con il principio della Corte di Giustizia Europea.

La complessità del nuovo articolo è tale che occorrerebbero una serie di scritti, ognuno finalizzato all’esame di ogni comma, che giungerebbero, comunque, per il principio della successione delle norme nel tempo, alla loro inefficacia e non applicabilità.

Una riflessione interessante è quella riguardante la circolazione dei veicoli stranieri non provenienti dall’area occidentale ovvero non usano “cifre arabe e caratteri latini maiuscoli”: questi veicoli sono fuori legge!

Vallo a dire agli arabi, agli indiani (dell’India), ai cinesi, e quegli Stati e culture che non usano i nostri caratteri, che avranno il fermo amministrativo ex articolo 100 15° comma CdS o addirittura non potranno accedere sul suolo della Repubblica Italiana per espressa previsione normativa dell’articolo 132 4° comma CdS.

Certo che il legislatore si diverte a creare problematiche diplomatiche… che si riversano sempre sugli agenti di polizia che stanno per strada.

La conclusione è la seguente: si invitano i conducenti dei veicoli stranieri ad avere con sé una copia (CLICCA QUI PER SCARICARLA) della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 16/12/2021 (Causa C-274/20) e a contestare ogni verbale venga fatto da quelle solerti forze di polizia (salvo quelli riguardanti la violazione di norme di comportamento) che operano in modalità “senso unico”.

*Avvocato Salvatore Salomè

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