Ricevo e pubblico*

Quello che è accaduto l’altro ieri al consiglio comunale di Pozzuoli ci fa capire di che pasta è fatta questa maggioranza (e questa opposizione che è ormai diventata parte di essa).

I buoni propositi del 2011 e del 2012 sono tutti ormai svaniti nel nulla e la “barca” ha completamente cambiato rotta rispetto a quanto aveva promesso in campagna elettorale.

Venerdì, per l’ennesima volta, l’amministrazione guidata dal sindaco, rag. Vincenzo Figliolia ha perso un’altra occasione per cercare di rispettare quell’impegno di “diversità” rispetto alle amministrazioni precedenti, impegno assunto nelle campagne elettorali del 2011 e del 2012.

Il consigliere Niki Della Corte
Il consigliere Niki Della Corte

Tutto il consiglio comunale non ha approvato la proposta di Nicola Della Corte, che proponeva di ridurre i costi e le convocazioni delle commissioni consiliari permanenti arrivando ad un risparmio di circa 500 mila euro per un’intera consiliatura.

L’altro ieri abbiamo assistito ad una parte di quel consiglio comunale che è stato più pietoso degli altri, ma è giusto arrivare subito nel merito della questione.

Innanzitutto capiamoci: le commissioni consiliari permanenti sono organi composti da tutti i Consiglieri Comunali che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) riunirsi per discutere e decidere su alcune tematiche.

Ma voi un verbale delle commissioni l’avete mai letto?

Ad un certo punto, dopo l’appello, c’è scritto: “dopo un’ampia discussione la seduta si scioglie”.

I cittadini non sono tenuti a sapere quale “ampia discussione” ci sia stata e sarebbe agevole pensare che sia soltanto una riunione fittizia.

gettone-di-presenzaA sostegno di questa tesi c’è la stessa convocazione: vengono convocate una volta, per tutti i giorni del mese con un ordine del giorno molto vago (come si può vedere dai verbali di convocazione).

Ma possibile che chi dovrebbe discutere nel dettaglio di alcuni temi sa già un mese prima che avrà la necessità di vedersi anche a fine mese?

Non dovrebbe aggiornarsi man mano che si sviscera l’argomento?

O già sa che su un tema si convocherà 20 giorni al mese per cinque anni della consiliatura?

La proposta di Della Corte era semplice e veniva dall’interno di quella macchina che ormai critichiamo da tempo: ridurre il numero di commissioni consiliari (riducendo così i gettoni di presenza elargiti ai consiglieri comunali) in quanto risultano essere veramente smisurate rispetto agli atti e proposte prodotte.

A questa proposta due degli “anziani” consiglieri comunali hanno risposto con motivazioni che rasentano le chiacchiere da bar sport.

Il consigliere Elio Buono
Il consigliere Elio Buono

Elio Buono, consigliere comunale, ex vicesindaco e candidato alle scorse regionali (il punto è fondamentale perché ha criticato lo stipendio troppo alto dei consiglieri regionali, ma nel suo programma non c’è traccia di una proposta per ridurlo), sostanzialmente ha motivato la sua contrarietà dicendo che ci sono ben altre cose sulle quali fare dei tagli. Quindi, considerando che non sono state fatte le cose che ritiene più “onerose” non facciamo proprio niente?

Ci sembra un approccio sbagliatissimo. Come dire ad una persona che sta lavando un soprammobile in casa: “posa la spugna e siediti sul divano, tanto siamo sommersi da monnezza”.

Il consigliere Tito Fenocchio
Il consigliere Tito Fenocchio

Il buon consigliere Tito Fenocchio, esperto evidentemente di diritto Costituzionale oltre che di burocrazia comunale, considerando che ci sta da un ventennio circa, ha tirato in ballo la Costituzione, riportando addirittura l’articolo 3, che cita “[…] è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona”.

Ci rendiamo conto che è difficile capire il nesso, proveremo ad interpretare il concetto del Fenocchio: è giusto che il consigliere comunale venga retribuito e/o rimborsato quando perde le sue ore di lavoro proprio per permettergli l’attività politica.

Concetto con il quale ci troviamo pienamente.

Ma cosa c’entra? Si è proposto di ridurre le commissioni consiliari perché si ritiene che ne siano troppe, che fare 20 commissioni consiliari al mese per non produrre nulla sia una stortura del sistema, una forzatura estrema.

banconoteNon vorremmo mai pensare che Fenocchio, interpretando l’articolo  3 della Costituzione ritiene che un sistema di eventuali false commissioni per accaparrarsi il gettone di presenza sia legittimato dal “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale”.

Tra l’altro la questione è stata anche alla ribalta di reti nazionali per alcuni comuni della Sicilia.

Il tema fu trattato da Striscia la Notizia, l’Arena di Giletti e dalla Magistratura con l’inchiesta “Gettonopoli”.

Tutto evidenziò come in molte città le commissioni consiliari fossero spropositate, anche in questo caso, senza che producessero granché.

Chiediamo ai cittadini e alle associazioni di leggere i verbali delle Commissioni per farsi un’idea di quanto lavoro prodotto c’è in una riunione che costa circa 40 euro per ogni singolo partecipante, più il rimborso al datore di lavoro (nel caso di lavoratore dipendente) per l’assenza da lavoro.

C’era la giunta capeggiata da Pasquale Giacobbe quando per la prima volta ponemmo questo quesito (senza avere nessuna risposta) e quando, leggendo i verbali delle Commissioni Consiliari Permanenti, avemmo la brutta impressione che fossero per la maggior parte riunioni fittizie, fatte soltanto per accaparrarsi rimborsi e gettoni di presenza senza discutere.

Se così fosse, siamo di fronte a tanta disonestà.

*Associazione “Noi Re(si)stiamo Qui”