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“Cari vigili urbani, evitate di creare figli e figliastri tra ristoratori!”

Vuoi far arrabbiare un cittadino? Stabilisci una regola e falla rispettare solo in modo parziale.

E’ esattamente ciò di cui si sono lamentati sabato sera i titolari di alcune attività di ristorazione del corso Umberto, che hanno ingaggiato una vivace discussione con alcuni vigili urbani impegnati ad impedire il transito dei non residenti sulla stradina interna del lungomare di via Napoli.

Come molti infatti sapranno, a partire dal 15 aprile scorso (in virtù di un’apposita ordinanza firmata dal sindaco Enzo Figliolia, la numero 87 del 22 marzo) l’arteria in questione, per tutta la sua lunghezza, è percorribile soltanto da chi risiede e lavora in zona ed è munito di apposito permesso rilasciato dal Comune per la Ztl2-settore marrone.

Dal giorno in cui è entrato in vigore questo dispositivo, però, sono cominciati i problemi.

Soprattutto per controllare che nessuno infranga il divieto.

E nell’occhio del ciclone ci sono finiti immediatamente gli agenti della polizia municipale, che, per carenza di uomini e mezzi, non riescono a presidiare tutti i varchi attraverso i quali è possibile infrangere la nuova regola.

Per far sì che nessuno faccia il “furbo”, infatti, i caschi bianchi dovrebbero posizionarsi con una pattuglia su ciascuno dei cinque accessi (quattro rotatorie più l’ingresso della strada provenendo dai Gerolomini, all’altezza del civico 165 del corso Umberto): e cinque auto più dieci uomini di servizio non sono evidentemente disponibili per il “trasferimento” in blocco in un solo posto della città rispetto alla dotazione del Corpo.

Così, specie nel fine settimana, quando la “movida” sul lungomare raggiunge il massimo della sua intensità, accade l’inevitabile.

I vigili sono, giocoforza, costretti a scegliere un solo varco da “monitorare”.

E, in tutti gli altri varchi “liberi” chiunque fa i comodi propri!

Col risultato che, in una strada come il corso Umberto, in cui insistono ben 42 locali tra bar, pub, ristoranti e gelaterie, si innesca il classico gioco della “coperta corta”.

Dove non ci sono gli agenti della Municipale, scatta una sorta di “lasciapassare” per le auto dei clienti di queste attività, che entrano nell’area vietata ai non residenti, parcheggiano in doppia fila, vanno dove devono andare e, il più delle volte, riescono anche ad evitare multe e rimozioni.

Dove ci sono i vigili, invece, non si passa.

A seconda di dove si posizionano i vigili, quindi, c’è una parte di attività che ne trae beneficio e un’altra parte che subisce un danno.

E sabato sera il “teatrino” si è ripetuto.

Intorno alle 23, infatti, gli agenti della Municipale hanno deciso di presidiare la seconda rotonda all’altezza dell’ufficio postale e non c’è voluto molto per scatenare la protesta di una parte dei 18 ristoratori che hanno il proprio locale dal civico 63 alla fine del corso Umberto in direzione via Matteotti, tratto di strada dove era fisicamente impedito il transito a ciascun automobilista non residente.

Dal civico 65 al 165 di corso Umberto (cioè tra l’ufficio postale e i Gerolomini, in direzione Napoli), dove i vigili non c’erano, invece, gli altri 24 locali hanno potuto usufruire dell’indubbio vantaggio di vedere i propri  potenziali clienti transitare e parcheggiare in una zona ad essi vietata.

Ovviamente, i ristoratori penalizzati si sono fatti sentire con i vigili: “Se vi mettete qui, penalizzate noi e avvantaggiate gli altri –hanno detto agli agenti della Municipale in presidio all’altezza dell’ufficio postale- Tutti dobbiamo essere trattati nello stesso modo. O presidiate tutti i varchi o non ne presidiate nessuno, perché se fate diversamente si crea una discriminazione tra attività che non siamo disposti a sopportare e contro cui protesteremo sempre”.

Dal canto loro, i malcapitati caschi bianchi hanno allargato le braccia.

Non avendo alcuna possibilità di “clonarsi” e dovendo far rispettare l’ordinanza di Figliolia, sanno benissimo che, se non sono almeno in dieci, dovunque si posizionino di pattuglia il loro destino è quello di sentirsi dire cose del genere da ogni ristoratore.

Ora, io mi chiedo: perché mandare i vigili  allo sbaraglio?

Perché firmare un’ordinanza così “invasiva”  e, nello stesso tempo, non creare le premesse affinchè venga rispettata da tutti (con i varchi elettronici, ad esempio…) senza creare evidenti ed inevitabili  disparità di trattamento?

Credo che il Sindaco (che ha anche la delega alla Polizia Municipale) ed il Comandante dei caschi bianchi debbano cominciare a studiare il modo con cui risolvere questo problema, prima che la tensione degeneri in episodi molto sgradevoli.

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