Sta assumendo i contorni di una lotta senza esclusioni di colpi la spaccatura interna al Pd puteolano.

Dopo il botta e risposta a suon di documenti politici firmati ufficialmente da cinque consiglieri e tre dirigenti in polemica con Figliolia e due consiglieri e undici dirigenti invece più vicini alle posizioni del Sindaco, adesso i “dissidenti” (Gigi Manzoni, Vincenzo Daniele, Maria Rosaria Testa, Mimmo Pennacchio, Salvatore Caiazzo, Franco Cammino, Ninotto Bellofiore e Gigino Zeno) tornano alla carica con un vero e proprio ultimatum.

Prima accusano Figliolia di non voler risolvere i problemi esistenti all’interno del partito e poi indicano, nel presidente dell’assemblea degli iscritti al circolo (l’ex vicesindaco e assessore Cammino, nella foto), l’unico soggetto da cui, alla luce di uno “stato di vacanza di reggenza del partito” accetteranno di essere convocati in direttivo soltanto per “avviare una fase costituente, a partire dal tesseramento”.

Tradotto dal “politichese”, è partita con questo atto la campagna di “defenestrazione” dell’attuale coordinatore del circolo, l’avvocato Antonio Tufano (nella foto), ritenuto (cor)responsabile di una “assenza di proposta e di reazione politica” a “segnali di dissenso” che troverebbero come risposta lo “strumentale tentativo” di “ostacolare e ritardare il processo di rivitalizzazione  del partito a Pozzuoli” per “perpetuare uno stallo, un appiattimento non più sopportabile”.

Cosa accadrà adesso lo sapremo dalla prossima assemblea del direttivo, convocata per le 17.30 di martedì prossimo dallo stesso Tufano, che, come fanno sapere dalla segreteria puteolana del partito, regolamento del Pd regionale alla mano, ai sensi dell’articolo 13, è l’unico deputato a convocare l’organismo dirigenziale cittadino.

Per mandarlo via, occorre una mozione di sfiducia votata dalla maggioranza assoluta dei componenti, dunque serve il placet di 20 dei 39 dirigenti attualmente in carica nel Pd di Pozzuoli.

Staremo a vedere chi la spunterà.

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