Ricevo e pubblico*

Qui Radio Londra: un’aria maligna ristagna sulla nostra Pozzuoli, l’aria si è tramutata in mani, le mani in artigli che affondano con furia nel saccheggio del Bene Comune: la costa, le fabbriche dismesse con l’inganno, il patrimonio abitativo, luoghi storici e di pregio, tutto è sottratto o mira ad essere sottratto ai legittimi proprietari: i puteolani!

Le coscienze si sono assopite e gli spiriti liberi della lotta di classe, che tanto lustro e orgoglio hanno dato alla nostra comunità, sono morti con la chiusura dell’ultima fabbrica di un distretto industriale (da Bagnoli a Baia) fra i più importanti del Sud e dell’intero Paese.

Verrebbe da dire, parafrasando il Principe di Salina: noi fummo la città della classe operaia, dopo di noi decadenza e affaristi.

Carissimo Sindaco, quale idea di città vogliamo realizzare?

Quali sono i soggetti imprenditoriali ai quali vogliamo affidare e riconoscere il ruolo di protagonisti fondamentali del futuro della nostra gente?

Il sindaco Enzo Figliolia

Le giovani ed i giovani, molti di quelli laureati e diplomati, li affidiamo alla “imprenditoria a chilometro zero”, gente cresciuta e pasciuta nel sottogoverno che l’ha utilizzata per la costruzione del consenso elettorale; una politica che abbiamo pagato e che stiamo pagando a caro prezzo?

E’ a questi soggetti che debbono guardare le nuove generazioni, alla loro cultura e al loro modo di concepire l’impresa ed i rapporti imprenditoriali?

E’ questo l’esempio che vuoi dare al ceto medio ed ai piccoli commercianti, che ogni giorno combattono per tenere le luci dei loro negozi accese?

A queste domande tu non rispondi, ti limiti a dire che a mezzanotte del 31 dicembre non dobbiamo sparare i tric-trac.

Sogni un mondo a strisce blu e guardie municipali trasformate in Kapò.

Nel frattempo, non produci uno straccio di scelta che possa indicare, bada bene, indicare…, una strada alla tua gente.

Quale segnale dai ad una comunità di oltre ottantamila abitanti?

Il tuo sodale scudiero, neo assessore alla cultura (che pure sappiamo essere capace) a quale lezione della storia guarda, quali sono i quadri operativi di riferimento?

Pensi davvero di poterti sottrarre a questi interrogativi, “nascondendoti” sotto le luminarie e i “fischia-fischia”?

Pensi di risolvere questi problemi con le convenzioni che affidano ai Maione gli interessi generali della nostra Pozzuoli?

Tu non rispondi, ma pure Capodanno passerà, e noi ci batteremo per avere un futuro dove ogni giorno è Capodanno, come sognava e sperava un grande italiano, Antonio Gramsci, morto nelle galere fasciste.

E allora non basteranno le luminarie, finiranno i fuochi di artificio, e tu, Sindaco, amico mio, non avrai più dove nasconderti.

*Filippo Lucignano