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“Caro Figliolia, potevi risparmiarci quei 3.500 euro spesi per rifare le tende del tuo ufficio da sindaco…”

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Ricevo e pubblico*

Gentile Pozzuoli21, vi scrive un padre di famiglia disoccupato che cerca ogni giorno di sopravvivere senza perdere la dignità per consentire a mia moglie ed ai miei figli di poter almeno mettere il piatto a tavola.

Non ho più un lavoro da due anni, ho un’età per la quale si è troppo vecchi per essere assunti e ancora troppo giovani per andare in pensione, se mai vedrò una pensione.

Sono uno dei tanti che è costretto ad “arrangiarsi”, anche se con mestieri onesti, per non cadere nella disperazione e non fare brutti pensieri.

Scrivo questa breve lettera per rivolgermi al Signor Sindaco.

Il sindaco Enzo Figliolia
Il sindaco Enzo Figliolia

Non per chiedergli un posto.

Non ho cercato, non cerco e non cercherò mai una raccomandazione per rispetto delle tante persone come me che a Pozzuoli  soffrono e combattono in silenzio la loro battaglia tutti i giorni senza avere santi in paradiso.

Voglio rivolgermi al Signor Sindaco solo per dirgli una cosa.

Lei, signor Figliolia, ripete da mesi che il Comune non ha soldi, che se non mandate in prepensionamento un bel numero di dipendenti, rischiate addirittura di fallire.

Insomma, stando alle Sue parole, avete le mani legate, dovete stare attenti a tutte le spese, non avete denaro per fare nulla, perfino i vostri lavoratori nei mesi scorsi hanno corso il pericolo di non prendere lo stipendio.

Sindaco, quello che volevo dirLe è che io mi trovo nella Sua stessa situazione.

Io e la mia famiglia dobbiamo campare con quel poco che (se ci riesco) porto a casa ogni giorno: siamo costretti a rinunciare a tutto ciò che non è strettamente indispensabile.

Dobbiamo fare economia su tutto, altrimenti, come si dice dalle nostre parti, andiamo a mare con tutti i panni.

Lei, per il Comune e per la città, è come il buon padre di famiglia che deve amministrare con diligenza i pochi soldi che entrano.

Lei col Comune, e io con la mia famiglia, dobbiamo friggere il pesce con l’acqua, perché denaro non ce n’è…né al Municipio (come dice Lei) né a casa mia (e glielo assicuro io).

Ma se tutto questo è vero, io non capisco con che coraggio Lei abbia deciso di far comprare, per il Suo ufficio al Comune e per la Sala Giunta, 4 tende dal valore di quasi 3.500 euro, con la motivazione che le tende di prima erano vecchie e rotte.

Sono soldi che hanno speso tutti i puteolani.

Capisco che questi uffici devono essere presentabili, ma era una spesa così indispensabile e urgente se veramente il Comune sta senza soldi?

Signor Sindaco, se Lei avesse dovuto spendere questa somma di tasca propria, l’avrebbe fatto?

Tanto per avere idea della cifra, io volevo solo dirLe che, con 3.500 euro, stringendo al massimo la cinghia, riuscirei ad arrivare perfino a Natale.

E volevo pure dirLe che anche a casa mia ci sono tende vecchie e rotte, come e forse più di quelle del Suo ufficio e della Sala Giunta.

Ma non le posso cambiare, perché non me lo posso permettere.

Scusatemi per lo sfogo.

*Lettera non firmata

 

AI LETTORI

Ho deciso di pubblicare questa lettera, benché  anonima, perché ne condivido il contenuto e a mio parere esprime un sentimento comune a molti cittadini. Nelle foto in basso, il contenuto della determina numero 1159 del 17 giugno che autorizza la spesa di 3.477 euro per il rifacimento dei tendaggi nell’ufficio del Sindaco e nella Sala Giunta.

Danilo Pontillo

 

 

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