Dal caos di domenica, è diventato l’argomento principale di discussione tra moltissimi puteolani.

La chiusura del lungomare “Pertini” a partire dal prossimo fine settimana, più volte annunciata dal sindaco Figliolia all’indomani di quanto accaduto sulla “loppa” nel giorno della Festa della Mamma, sta dividendo la città in favorevoli e contrari.

La prima domanda che ci si pone è di principio: è giusto penalizzare un’intera popolazione per una minoranza di balordi, insofferenti alle regole?

La risposta è sicuramente “no”.

Chi guida una comunità ha il dovere di non fare di tutt’erba un fascio e di assumere decisioni ispirate al buon senso.

E’ però anche evidente che, in una situazione del genere, i comportamenti di pochi possono determinare gravi problemi ad una collettività intera, giacché, data la particolare contagiosità di questo virus, un solo irresponsabile può rovinare la salute di altre cinque persone che magari si attengono a tutte le prescrizioni.

E, di certo, non possiamo permetterci la ripresa dell’epidemia in un momento così delicato sul piano economico e sociale.

Se vogliamo essere costruttivi, dobbiamo però anche metterci nei panni del Primo Cittadino e capire quali possano essere le soluzioni alternative ad una decisione così radicale.

Al di là dei (sempre indispensabili) controlli per evitare assembramenti ed  usi scorretti delle mascherine, si potrebbe innanzitutto immaginare di stabilire un afflusso limitato sul lungomare.

Abbiamo fatto alcuni calcoli approssimativi e ne è venuto fuori che, per garantire la possibilità di un corretto distanziamento di due metri tra ogni persona, sulla “loppa” dovrebbero poter circolare non più di circa 640 pedoni per volta (ossia, tanto per intenderci, un numero che corrisponde ad appena il 10% dei soli residenti tra corso Umberto e “quinte”).

Il dato emerge dalla divisione tra la superficie totale di quell’area (circa 8000 metri quadrati: un chilometro circa di lunghezza e circa 8 metri di ampiezza media) e la superficie di rispetto che dovrebbe occupare singolarmente ogni cittadino per essere sempre potenzialmente distante due metri da qualsiasi altra persona (12,56  metri quadrati, ossia il valore dell’area di un cerchio che abbia un raggio di 200 centimetri).

Ma, preso per buono questo dato, in che modo si potrebbe verificare che ci siano sempre non più di 640 pedoni per volta sul lungomare?

Tra chi  va e viene in continuazione dalla “loppa”, sarebbe davvero un rompicapo.

A meno che non si vogliano consegnare dei braccialetti numerati da 1 a 640, da restituire obbligatoriamente  ai varchi di accesso e di uscita (tutti presidiati da vigili o volontari di protezione civile) e da ridare, opportunamente sanificati, ai successivi avventori.

Questo sistema però potrebbe determinare rischi di assembramento (e problemi di ordine pubblico) tra chi attende di poter entrare o uscire dal lungomare.

Chiudere completamente la passeggiata il sabato e la domenica potrebbe tuttavia causare lo stesso pericolo.

Col caldo e le belle giornate, la popolazione si riverserebbe ugualmente nella zona e si accalcherebbe in spazi sicuramente meno ampi, così da provocare assembramenti ancora più corposi rispetto a quelli che si vorrebbero scongiurare sul lungomare.

Sostanzialmente, è altissimo il rischio di adottare un provvedimento che si rivelerebbe come una toppa peggiore del buco.

Cosa fare allora? Invitiamo il Sindaco a riflettere su quella che appare forse l’unica soluzione (per certi versi, la più ovvia anche se non la più semplice) in grado di contemperare sia il diritto al passeggio (e all’attività sportiva negli orari consentiti) per chi non infrange le leggi, che la tutela della salute pubblica.

Tenere il lungomare aperto e multare (magari anche allontanandoli dalla “loppa”) tutti coloro che violano le normative anticontagio.

Non bastano i vigili per monitorare afflusso così consistente di persone? Il rimedio c’è. Si chieda alla polizia, ai carabinieri, alla finanza e all’esercito di dare manforte al Comune in questa operazione di educazione alla civiltà.

I tutori dell’ordine hanno altro da fare in questo momento? Fuffa.

E’ possibile recuperare personale da quello impegnato in pressoché inutili posti di blocco destinati a verificare le cause di spostamento dei cittadini, visto che ormai, con la possibilità di circolare anche per andare a far visita ai parenti, le autocertificazioni (di cui – sarebbe ora di ammetterlo – nessuno ha mai controllato e né mai controllerà la veridicità) sono diventate sostanzialmente carta straccia, se non, in moltissimi casi, una presa per i fondelli per chi le chiede.

Ci auguriamo che il Sindaco faccia tesoro del nostro suggerimento.

E, qualsiasi sarà la sua decisione sul lungomare, l’assuma con lo stesso equilibrio che ne ha finora caratterizzato l’operato in questa delicatissima fase della vita di Pozzuoli.