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“Caro Sindaco, hai trasformato Piazza della Repubblica in una trattoria all’aperto…”

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Ricevo e pubblico*

Carissimo Sindaco, ti scrivo –spero accetterai il mio tono confidenziale-  perché fortemente colpito dall’impatto violento che provoca l’occupazione di Piazza della Repubblica, con ombrelloni, tavoli e sedie, da parte di alcune attività (certamente autorizzate) di bar e ristorazione della piazza medesima.

Premetto che apprezzo lo sforzo che stai producendo nell’azione di governo della città, e valuto positivamente le scelte, anche “innovative”, in materia di riorganizzazione, arredo e occupazione del suolo pubblico. Le decisioni in questo settore scontano l’effetto che ogni cambiamento produce al momento dell’impatto con lo stato preesistente.

Poiché non intendo presentarti una sorta di cahiers de doléances, arrivo al sodo rapidamente e mi permetto sottoporti un mio fermo convincimento, maturato come principio al quale ritengo giusto attenersi, allo scopo di coniugare, in modo particolare nei centri storici, la difesa del valore architettonico (edifici, strade e piazze ecc…) e le nuove esigenze delle attività commerciali e artigianali.

Il declinare di queste scelte ci colloca al centro tra difesa della memoria e sviluppo delle nuove o prevalenti attività economiche della nostra comunità.

Ecco perché, ogni intervento di arredo, decoro e occupazione del suolo pubblico, così come sancito nei regolamenti comunali, non può stravolgere oppure offuscare, il bene primario e comune, costituito dagli elementi urbanistici, architettonici, storici-monumentali e culturali.

Va pure detto, richiamo questo punto perché so che ti è molto a cuore, che l’insieme dei provvedimenti adottati dalla pubblica amministrazione non deve prestarsi a critiche di parzialità o preferenze, verso questo o quel cittadino.

Da ultime, caro Sindaco, ritengo che la riorganizzazione del centro storico non debba presentare elementi preclusivi verso la collettività, seppure giustificati da interessi legittimi.

Pozzuoli è dei cittadini di Pozzuoli e, insieme, un patrimonio dell’intero Paese.

Ritengo, sono certo, che saprai farti carico dall’alto della tua sensibilità, che la “cancellazione” di Piazza della Repubblica, trasformata in una “sala-trattoria” all’aperto, oltre che tradire la storia e la cultura dei puteolani, non rende un buon servizio allo sviluppo della nostra economia cittadina.

Con stima e cordialità

*Filippo Lucignano

(le foto della “nuova” piazza della Repubblica sono tratte dal profilo Facebook di Vincenzo Addati)

 

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