Una storia che non si sa se faccia più ridere o piangere ma che certamente rappresenta la sconfitta del buon senso. E’ accaduto ad Arco Felice e l’ha resa pubblica, attraverso Facebook, lo stesso protagonista, Alessio Capuozzo, titolare dell’omonima tappezzeria di via Montenuovo Licola Patria,  sulla strada che costeggiando lo stadio “Conte, conduce in piazza Aldo Moro.

Alessio, in questo periodo di crisi a causa del coronavirus, si è dovuto reinventare il lavoro e, pur di continuare a procurarsi un minimo di reddito, ha deciso di unire l’utile aziendale a quello per la comunità producendo, nel suo laboratorio, mascherine in tnt a “prezzi popolari”.

Non immaginava però che, anche se la sua attività figura tra quelle che possono restare aperte, avrebbe ugualmente potuto avere problemi con la legge.

Rappresentata, nella circostanza, dai vigili urbani. Che lo hanno multato per occupazione abusiva di suolo pubblico.

Il motivo? Un cavalletto che, all’esterno del negozio, pubblicizzava il lavoro da lui svolto in queste settimane e la possibilità di ottenere un dispositivo di protezione individuale tra i più ricercati del momento.

Inflessibili i caschi bianchi nel sanzionarlo, anche se,  come precisa Alessio (che si è giustificato sostenendo che il cartello era davanti al suo passo carrabile “regolarmente pagato”) i due vigili intervenuti per il verbale di contravvenzione erano più amareggiati di lui per aver dovuto eseguire la sanzione in seguito ad una segnalazione fotografica ricevuta dal comandante del Corpo.

E, proprio al colonnello Silvia Mignone, Alessio ha voluto dedicare il post che pubblichiamo.

Post (caratterizzato da alcuni commenti piuttosto “pepati”…) su cui abbiamo chiesto una replica al capo dei caschi bianchi. La quale, con cortese fermezza, ha declinato il nostro invito.