HomeAttualitàCHE FIGURACCIA!/ Mercatini in...
spot_imgspot_img
spot_img

CHE FIGURACCIA!/ Mercatini in piazza: l’assessore cede alle pressioni di un sindacalista e fa cacciare due ambulanti autorizzati

“O quei venditori se ne vanno entro le 18.30 oppure revoco i permessi a tutto il mercatino”. Con questo diktat inviato tramite whatsapp, due ambulanti toscani, regolarmente autorizzati dal Comune, ieri sera sono stati costretti ad abbandonare la propria attività durante il Festival delle Tradizioni Italiane, in corso da giovedì fino a domani sera a ridosso di piazza della Repubblica.

A dare l’aut aut all’organizzatrice dell’evento (Marta Bulli) è stato l’assessore municipale al commercio, Maria Esposito, a sua volta obbligata a farlo dopo aver ricevuto fortissime pressioni in tal senso dal responsabile locale della Confesercenti (Lello Buono) e dal sindaco Enzo Figliolia, anch’egli bersagliato dalle lamentele di quest’ultimo.

Una vicenda davvero incredibile, che abbiamo potuto ricostruire ascoltando tutte le parti in causa e che ha messo a nudo il lato peggiore dell’Amministrazione, mostratasi, in questa circostanza, forte con i deboli (onesti ed incolpevoli lavoratori che hanno fatto centinaia di chilometri per poter esporre la propria mercanzia, muniti di tutti i permessi) e prona nei confronti di chi evidentemente, nel difendere il tessuto economico locale, vanta anche un potere “contrattuale” importante soprattutto in vista delle imminenti elezioni.

Tutto è cominciato l’altro ieri, quando appena montati gli stands del mercatino, alcuni commercianti del centro storico hanno cominciato a mugugnare ritenendo che alcune categorie merceologiche in esposizione fossero direttamente concorrenziali a quelle dei loro negozi.

Nel mirino sono finiti soprattutto due operatori che vendevano cappotti, borse e articoli di pelletteria:  prodotti dell’artigianato toscano che potevano essere tranquillamente venduti, stando agli accordi presi tra Amministrazione e organizzatori dell’iniziativa.

Non erano quelli i prodotti tipici che dovevano e potevano essere venduti in questa fiera ed eravamo stati molto chiari con l’Amministrazione ancor prima che fossero rilasciati i permessi alla manifestazione – tuona Lello Buono, della Confesercenti (nella foto) Non bisognava commercializzare nulla che non fosse prodotto sul posto e per di più fosse anche in vendita nei negozi del centro storico. Ecco perché abbiamo preteso e giustamente ottenuto dall’assessore e dal sindaco che a quegli stands non fosse consentito di esercitare la propria attività”.

Allibita Marta Bulli (nella foto), organizzatrice della fiera: “Da 30 anni mi occupo di allestire questi festival in tutta Italia e non avevo mai visto nulla del genere. Dovevamo tornare a Pozzuoli dal 5 al 9 gennaio, ma dopo quanto accaduto cancelleremo questa città dai nostri itinerari. Dal primo giorno di fiera, l’assessore Esposito, con grande imbarazzo per la verità, ci ha detto che c’erano fortissime resistenze da parte di un sindacalista dei commercianti del luogo per determinati prodotti che il Comune ci aveva consentito di vendere. L’assessore non ha voluto sentire ragioni, sostenendo di aver ricevuto anche insostenibili pressioni dal Sindaco affinché quelle due attività fossero chiuse. Voleva addirittura spostarci, prima nei pressi di un centro commerciale tra Arco Felice ed il rione Toiano e poi sul lungomare, ma ovviamente non siamo stati disponibili a farlo, sia per questioni logistiche che di costi di smontaggio e montaggio delle attrezzature già installate. Quando però l’assessore, con un messaggio inviatomi via whatsapp, ha minacciato di chiudere tutto il mercatino se non avessimo mandato via quei due operatori e ha preteso anche di avere le foto in tempo reale della chiusura di quegli stands, non abbiamo avuto altra scelta. Quei due operatori hanno perso un’opportunità di lavoro, io li ho dovuti rimborsare dei costi che avevano sostenuto per poter esporre a Pozzuoli e per adesso finisce qui. Ma di certo nella vostra città io, come imprenditrice, non ci metterò più piede: non è possibile lavorare seriamente con amministratori che cambiano le regole dalla sera alla mattina sulla base degli umori di una categoria, pur rispettabile, di persone”.

Per consentire all’Amministrazione di esporre le proprie ragioni, abbiamo provato anche ad intervistare l’assessore Maria Esposito che si è detta “dispiaciuta e mortificata per quanto accaduto” ma non ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni ufficiali in merito all’accaduto.

Per la cronaca, ad esporre in piazza sono rimasti 11 operatori sui 14 iniziali: ai due toscani “cacciati” dall’Assessore per volontà del sindacalista della Confesercenti (e del Sindaco), se n’è infatti aggiunto un terzo, proveniente dalla Lombardia, che ha deciso spontaneamente di andare via per solidarietà con i colleghi estromessi dalla fiera.

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli pubblicati