Un casino assurdo. L’ennesimo combinato da un Comune che continua a brillare per comportamenti che, nella migliore delle ipotesi, sono indice di incompetenza e superficialità.

Stavolta il caos è scoppiato sul concorso pubblico per la copertura di tre posti di dirigente tecnico al Municipio puteolano.

A gettare un’ombra inquietante su quanto accade a tal proposito nelle “stanze dei bottoni” di Toiano è il consigliere regionale Angelo Marino, esponente di “Città Nuove”, che stamattina ha diramato un comunicato stampa dal seguente testuale contenuto: “Il Comune di Pozzuoli blocchi con urgenza la procedura concorsuale per l’assunzione di tre dirigenti tecnici in quanto, dalla pubblicazione degli atti sul sito internet, sembrano emergere anomalie. A pochi giorni dalle prove selettive, sono stati pubblicati due diversi elenchi di candidati ammessi, dai quali sembrano emergere esclusioni ed inclusioni senza alcuna motivazione. A tutela di tutti i candidati che legittimamente aspirano ad una competizione trasparente e imparziale, presenteremo un esposto alla magistratura ed una richiesta urgente di audizione del sindaco Figliolia in Commissione Regionale Trasparenza e Controllo Atti affinchè venga fatta urgentemente chiarezza”.

Il putiferio è esploso non appena, martedì 19, all’Albo Pretorio del Municipio viene pubblicata la determina dirigenziale numero 1955 (del 19 novembre, appunto: per scaricarla integralmente clicca su http://servizi.comune.pozzuoli.na.it/albopretorio/DettaglioElemento.aspx?id=15523) in cui il segretario generale e dirigente facente funzioni al personale Matteo Sperandeo comunica i provvedimenti assunti ad integrazione di una precedente determina a sua stessa firma  (la numero 1837 del 6 novembre), sul medesimo argomento: ossia l’ammissione dei candidati al concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di tre posti di dirigente tecnico al Comune di Pozzuoli.

Nella determina del 6 novembre, (per scaricarla integralmente, clicca su http://servizi.comune.pozzuoli.na.it/albopretorio/DettaglioElemento.aspx?id=15361) si certificava che, sulle 125 domande di ammissione al concorso pervenute entro i termini di legge, 105 erano state ammesse e 20 escluse (11 perché inoltrate da un indirizzo di posta elettronica certificata non personale, 1 perché fuori termine, 2 perché non presentavano alcun allegato, 4 perché prive dei requisiti richiesti, 1 perché conteneva in allegato un titolo di studio diverso da quello richiesto e 1 per omessa indicazione della lingua straniera).

In meno di due settimane, però, è cambiata la scena.

Perché la nuova determina dirigenziale in materia (quella del 19 novembre),  rettifica la graduatoria degli ammessi e degli esclusi dal concorso.

Innanzitutto, le domande di ammissione al concorso sono aumentate di 1 unità, passando da 125 a 126 (in quanto si è accertato che un candidato era stato escluso nonostante avesse presentato la domanda di partecipazione dal proprio indirizzo di posta elettronica certificata).

Ma ciò che cambia sostanzialmente è il numero di coloro che possono partecipare al concorso.

“A seguito di ulteriore verifica delle istanze dei concorrenti”, gli ammessi scendono da 105 a 83 e gli esclusi salgono da 20 a 43.

In pratica, nell’arco di pochissimi giorni, spunta 1 candidato in più e in 22 vengono “trombati”.

Nelle motivazioni riportate nel corpo della determina 1955 del 19 novembre, si legge che (oltre al ripescaggio del candidato che aveva presentato la domanda correttamente con la propria p.e.c.),  19 concorrenti, pur non possedendo i requisiti di servizio, sono stati erroneamente ammessi; di 6 candidati bisogna acquisire elementi integrativi per  verificare se posseggano i requisiti richiesti e per 1 di essi è stato già accertato il possesso dei requisiti; di 1 candidato era stata erroneamente esaminata la domanda in quanto aveva fatto richiesta di partecipazione per la procedura di mobilità per 2 posti di dirigente amministrativo; di 1 candidato non era stata esaminata la domanda “per mero errore materiale”.

Una babele, insomma, di cui molto probabilmente, si occuperà la magistratura.

Sulla vicenda, intanto, si è già concentrata l’attenzione del parlamentino civico.

Tranciante il giudizio di Tito Fenocchio, consigliere comunale di opposizione eletto con la lista civica Uniti per la Libertà: “Contesto tutte le procedure di reclutamento bandite dall’Ente. Tutte le procedure concorsuali, in atto e concluse, vedi quella che ha portato all’assunzione del dirigente dell’Ufficio Tributi, si prestano, a parere mio, a palesi violazioni delle norme sulla legge della trasparenza. In particolar modo, non vi è ancora notizia sugli atti presupposti a questi concorsi, ossia le procedure di mobilità. E, in ogni caso, essendo il Segretario Generale nominato dal Sindaco responsabile dell’anticorruzione, non può, secondo me e secondo tutta la giurisprudenza attuale, compiere atti di gestione. In parole povere, non può essere nello stesso momento il controllore  e il  controllato. E cos’è la presidenza di una commissione o una nota di ammissione o esclusione da una graduatoria, se non un atto di gestione?”.

 

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