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Che sbaglio a “luci rosse” in una delibera del Consiglio Comunale!

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“Atti osceni in atti pubblici”: volendo ironizzare, Pozzuoli potrebbe aver fatto da apripista a questa nuova fattispecie di reato da inserire nel codice penale.

Il perché è presto spiegato in una vicenda che ha davvero dell’incredibile e che è parte integrante di un documento ufficiale, visionabile a chiunque attraverso l’archivio storico dell’Albo Pretorio on line del Municipio.

http://servizi.comune.pozzuoli.na.it/albopretorio/DettaglioElemento.aspx?id=17600

La sorprendente (e boccaccesca) scoperta è stata fatta per puro caso da Dario Chianetta, attivista del Movimento Cinque Stelle.

Dario cercava su internet informazioni in merito alle norme per accedere al compostaggio domestico sul territorio puteolano.

E, navigando in rete, si è imbattuto nella delibera di consiglio comunale numero 13 del 16 aprile di quest’anno.

Il frontespizio della delibera consiliare numero 13 del 16 aprile scorso, che approvava il regolamento per il compostaggio domestico
Il frontespizio della delibera consiliare numero 13 del 16 aprile scorso, che approvava il regolamento per il compostaggio domestico

Stiamo dunque parlando di un provvedimento approvato quasi sei mesi fa dal parlamentino civico e che è, per l’appunto, il regolamento per il compostaggio domestico.

Dario legge attentamente l’intero documento, ma, a pagina 5 dell’atto, precisamente al termine del nono rigo, prima non crede ai propri occhi e poi, dopo aver riletto attentamente più volte, scoppia a ridere a crepapelle.

La pagina 5 della delibera consiliare numero 13 del 16 aprile scorso
La pagina 5 della delibera consiliare numero 13 del 16 aprile scorso

E contatta immediatamente Pozzuoli21 per segnalare il clamoroso  strafalcione commesso chi ha sbobinato la registrazione di quella seduta del consiglio comunale per verbalizzarne gli interventi da tramandare ai posteri.

Infatti, ad un consigliere comunale che illustra il regolamento per il compostaggio domestico, invece di “A Pozzuoli ce la caviamo”…viene fatto usare un altro verbo, sempre coniugato alla prima persona plurale…in cui, dopo la “c”, vengono inserite per sbaglio una “h” ed una “i” lasciando inalterato tutto il resto.

Ne viene fuori un’espressione tipicamente dialettale, volgarissima, di cui è superfluo anche spiegare il significato.

Espressione che, ovviamente, il consigliere in questione non ha mai adoperato (e ci mancherebbe altro!) ma che, comunque, ufficialmente, gli è stata attribuita per un refuso di quelli davvero da competizione!

Da sei mesi, quell’atto è pubblicato così all’Albo Pretorio.

E così sarebbe rimasto (perché ora ci auguriamo che venga apportata una correzione immediata!) se un cittadino, per una pura combinazione, non si fosse accorto dell’assurda svista.

Ridiamoci pure su (o scandalizziamoci, a seconda dei “gusti” e delle sensibilità personali), ma c’è a questo punto da chiedersi se esiste qualcuno che se li vada a rileggere i verbali dei consigli comunali prima della loro pubblicazione all’Albo Pretorio.

Ma anche dopo la loro divulgazione ufficiale, visto che poi questi stessi verbali devono essere dati per letti e, con apposito voto, approvati a norma di legge nella successiva seduta del consiglio comunale come primo punto all’ordine del giorno.

E, dal momento della loro approvazione, non devono più essere modificati nemmeno in una virgola (chissà ora come si farà a cancellare quello sconcio, visto che è stato “ratificato” dal consiglio comunale nella seduta successiva del 15 maggio 2014…).

Cosa dire? Di fronte a determinati “scivoloni”, non si può che restare di sasso.

Superfluo persino chiedersi a cosa stesse pensando l’autore dell’errore, mentre rendeva oltremodo “piccante” un verbo così “tranquillo”.

Una cosa è certa: al Comune di Pozzuoli, non c’è limite al peggio.

Anche quando si tocca il fondo, trovi sempre qualcuno che vuole andare “oltre”…e comincia a scavare…

 

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