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“Chi costruisce abusivamente sul rione Terra?”

Ricevo e pubblico una lettera inviata al sindaco Enzo Figliolia, all’assessore al governo del territorio Roberto Gerundo e al comandante dei vigili urbani Carlo Pubblico

Comune di Pozzuoli – Grossa veranda, modernissima di acciaio e vetrate, sorta sul “Rione Terra”.

Desidero portare all’attenzione delle Signorie Loro Illustrissime, le carenti prestazioni offerte dal costoso “Sistema Aereo di Controllo del Territorio”. Percorrendo la via Guglielmo Marconi, guardando verso il Rione Terra, ho notato la nascita di un’ampia sopraelevazione di ferro, tutta chiusa con ampie vetrate.

La veranda sul rione Terra, in primissimo piano
La veranda sul rione Terra, in primissimo piano
I destinatari della lettera: da sinistra, il sindaco Figliolia, l'assessore Gerundo e il comandante dei vigili Pubblico
I destinatari della lettera: da sinistra, il sindaco Figliolia, l’assessore Gerundo e il comandante dei vigili Pubblico

L’avrà forse portata la Befana?

Eppure proprio oggi, “Cronache di Napoli”, parla di 1.200 sopralluoghi dei vigili urbani con la scoperta di 250 violazioni; chissà se, fra di esse, sono ricomprese anche le molteplici abusività, che ho segnalato in più occasioni.
Riguardo all’odierna scoperta, come noto alle Signorie Loro, gli edifici del Rione Terra ricadono, secondo il Piano Territoriale Paesistico, in zona C.S.R.T. Restauro del Centro Storico Rione Terra.

In forza di tale piano, articolo 14, punto 2: “la zona in oggetto è sottoposta alla norme di tutela integrale”; nonché al punto 3: “l’intero tessuto edilizio è assoggettato a restauro conservativo ai sensi della legge n. 1089/39”.

La struttura "incriminata" evidenziata dal cerchio nero
La struttura “incriminata” evidenziata dal cerchio nero

Di ugual tenore, anche il Piano Regolatore Generale, articolo 18 – Zona A1. Rione Terra: gli interventi da effettuarsi comprendono l’eliminazione delle superfetazioni che non rivestano carattere di documento di cultura, di civiltà e di testimonianza storica”; ed anche: “gli interventi sugli edifici e sulle aree libere non devono alterare il substrato archeologico, né l’integrità tipologica e architettonica del territorio”.

Inoltre, a nulla varrebbe invocare l’impiego delle vetrate, poiché esse integrano sempre (e contro legge) aumenti volumetrici; così come spiega il T.A.R. Napoli, VI Sezione, con la sentenza numero 4999, del 23 settembre 2014.
Orbene, se per un “cittadino abusivista e fuorilegge”, si abbatte (non sempre, eh!) il violento braccio della Legge, cosa mai dovrebbe accadere se, a commettere tante violazioni è l’Ente medesimo? (peggio ancora sarebbe… il non aver vigilato).

Appare chiaro a tutti, che in siffatto contesto e circostanza, a nulla varrebbe qualsivoglia intervento miracolistico, volto ad offrire un colpo di spugna salvifico.

Altrimenti i Cittadini Onesti, avrebbero molti e buoni motivi per adirarsi; e proviamo ad elencarne qualcuno (già tristemente noto, invece, a quei “cittadini abusivisti e fuorilegge”).

– Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, articolo 181: “Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformità di essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici è punito con le pene previste dall’articolo 44, lettera c), del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. 1-bis. La pena è della reclusione da uno a quattro anni qualora i lavori di cui al comma 1: a) ricadano su immobili od aree che, per le loro caratteristiche paesaggistiche, siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico con apposito provvedimento emanato in epoca antecedente alla realizzazione dei lavori”;

La nuova struttura (cerchiata in nero) vista da via Marconi
La nuova struttura (cerchiata in nero) vista da via Marconi

– D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 44: comma 1: “salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica: c) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 euro a 51.645 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, come previsto dal primo comma dell’articolo 30. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso”.

– Legge 24 novembre 2003, n. 326, articolo 32, punto 27, lettera d): “le opere abusive non sono comunque suscettibili di sanatoria, qualora siano state realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (ora articoli 13 e 14 del decreto legislativo n. 42 del 2004)”.

Le Lor Signorie Illustrissime, destinatarie della presente nota, seguiteranno a non rispondere, come hanno sempre fatto?

Eppure l’attuale primo cittadino pro tempore, si mostra sovente incline (oltre alle condoglianze), pure ad indignazione contro certe ignobili forme di danneggiamenti e violazioni delle cose di interesse pubblico.

 *Domenico Grande (architetto)

Nella foto-copertina, all’interno del rettangolo di colore nero, la struttura “comparsa” sul rione Terra

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