Il sindaco Enzo Figliolia

“Mercato”, “insani appetiti”, “interessi” privati. Sono pesantissimi i termini usati nel documento diffuso stanotte dalla coalizione di Figliolia  per annunciare l’esclusione dalla maggioranza di alcuni consiglieri.

Siamo ormai nel pieno della resa dei conti che Pozzuoli21 aveva anticipato l’altro ieri con la chiusura nel “fortino” da parte dei fedelissimi (o sedicenti tali) del Capo dell’Amministrazione.

Con l’unica differenza, rispetto ai pronostici della vigilia, dettata dal fatto che, a meno di una presa di distanze ancora da esternare, Niki Della Corte (Pd) resta tra gli alleati del Sindaco, sia pure in posizione molto critica.

Il consigliere Sandro Cossiga
Il consigliere Sandro Cossiga
Il consigliere Paolo Tozzi
Il consigliere Paolo Tozzi

Escono invece Sandro Cossiga (Udc: e adesso bisognerà capire che fine farà il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Mario Marrandino, che non ha più alcuna rappresentanza consiliare a sostenerlo e che, non a caso, ha chiesto l’espulsione di Cossiga dal partito) e Paolo Tozzi (Verdi), entrambi “rei” di aver votato, nell’ultima seduta consiliare, il candidato alla commissione locale per il paesaggio sponsorizzato dal consigliere di opposizione Salvatore Maione, ossia Vittorio Gloria.

La nuova maggioranza di Figliolia è dunque a 16, ossia il sindaco più i rappresentanti dei partiti ed i singoli consiglieri firmatari del documento: Pd (Elio Buono, Salvatore Caiazzo, Enzo Daniele, Niki Della Corte  Gigi Manzoni, Mimmo Pennacchio, Gennaro Testa e Lucio Terracciano), Sel (Michele Luongo), Centro Democratico (Tommaso Pollice), Cittadini per Pozzuoli (Enrico Russo e Massimiliano Cutolo), Uniti per la Libertà (Tito Fenocchio), Maurizio Orsi (Verdi) e Vincenzo Bifulco (gruppo misto).

Ma torniamo al testo del documento di coalizione diffuso pochissime ore fa.

Eccolo nella versione integrale, che farà molto discutere.

IL DOCUMENTO DEGLI ALLEATI DI FIGLIOLIA

Il documento politico della coalizione di Figliolia
Il documento politico della coalizione di Figliolia

“La coalizione guidata dal sindaco Figliolia, eletta da circa il 70% dei cittadini, con il buon governo ha messo alla porta metodi superati di fare politica e passate appartenenze. Oggi quelle vecchie logiche, alimentate da sconfitti e disperati personaggi, hanno aperto un vero e proprio mercato per tutelare interessi non rispondenti a quelli della collettività. Emergono bizzarre alleanze che hanno come unico elemento caratterizzante la tutela di interessi di parte incompatibili con lo sviluppo ed il cambiamento in atto nella città. Evidentemente gli importanti investimenti programmati alimentano insani appetiti e generano raggruppamenti incoerenti e trasversali. A tutto questo intendiamo rispondere proseguendo l’azione di buon governo e portando a compimento il programma elettorale secondo il mandato ricevuto. Per questi motivi sono stati esclusi da questa maggioranza coloro i quali hanno anteposti altri interessi a quelli della comunità. Riteniamo doveroso scusarci con i cittadini per le futili polemiche che nulla hanno a che fare con i reali bisogni dei puteolani”.

Il consigliere Raffaele Visconti
Il consigliere Raffaele Visconti

Intanto, visto che non si fanno i nomi dei consiglieri “esclusi” dalla maggioranza (ed una coalizione politica che si rispetti dovrebbe avere almeno il buon gusto di indicare i soggetti a cui sono rivolte le proprie critiche, nel momento in cui assume decisioni così drastiche) ma  li si intuisce dalle firme (e soprattutto dalle mancate firme) in calce al documento, bisognerebbe capire se chi ha sottoscritto queste affermazioni si riferisce, oltre che a Cossiga e Tozzi, anche ai tre consiglieri che, ben prima del voto sulla commissione locale del paesaggio si erano distaccati dalla maggioranza, ossia a Raffaele Visconti (eletto con Sel), Antonio Di Bonito (eletto con Bene Comune Figliolia Sindaco) e Ciro Del Giudice (eletto col Pd).

Il consigliere Antonio Di Bonito
Il consigliere Antonio Di Bonito
Il consigliere Ciro Del Giudice
Il consigliere Ciro Del Giudice

Come Cossiga e Tozzi, infatti, anche Visconti, Di Bonito e Del Giudice, per la commissione del paesaggio, hanno votato candidati diversi da quelli proposti dalla maggioranza (Visconti ha supportato il tecnico in “quota” Monaco-Iasiello-De Vito mentre Di Bonito e Del Giudice hanno sponsorizzato il nome proposto da Maione).

Una volta chiarito questo aspetto, la maggioranza a questo punto ha il dovere di dire con chiarezza quali siano gli “appetiti insani” e gli “interessi” diversi da quelli collettivi che, a detta dei firmatari di questo documento, avrebbero alimentato il dissenso da parte dei consiglieri “incriminati”, qualora si avessero gli attributi per fare anche i nomi di questi presunti partecipanti ad un “mercato” e dunque, di fatto, ritenuti dalla coalizione di Figliolia, o “comprati” (da chi e in cambio di cosa?) o “venduti” (a chi e in cambio di cosa?).

Se si ha la certezza che siano accadute  cose di tale gravità, bisogna fare nomi e cognomi, esibire le prove e denunciare tutto non politicamente ma agli organi inquirenti affinchè facciano piena luce su situazioni che, se fossero vere, sarebbero da codice penale.

Il consigliere Niki Della Corte
Il consigliere Niki Della Corte

Certo,  appare singolare che un consigliere come Niki Della Corte possa appoggiare un documento in cui si afferma che la coalizione di Figliolia ha “messo alla porta metodi superati di fare politica” quando  lo stesso Della Corte, nell’ultima seduta consiliare, ha accusato proprio la coalizione di Figliolia di usare tali sistemi.

Così come appare grottesco che otto dei quindici  firmatari del documento possano trovare il coraggio di accusare qualcuno di “incoerenza” e “trasversalità”, visto che, prima di “abbracciare” Figliolia, provenivano da esperienze di centrodestra, o da candidati (Russo e  Della Corte), o da consiglieri (Pennacchio, Pollice, Cutolo, Fenocchio, Bifulco) o da assessori (Luongo) e dunque potrebbero dare essi stessi  lezioni di “incoerenza” e “trasversalismo” a chiunque.

Ma tant’è: la politica anche è l’arte di dire e fare tutto ed il suo contrario.

Se non ci credete, guardate in basso questa foto postata stanotte sul proprio profilo Facebook da Enzo Peretti, portavoce regionale dei Verdi. L’immagine ritrae in una cena pacificatrice (in compagnia del consigliere regionale Francesco Borrelli), lo stesso Peretti con Maurizio Orsi e Paolo Tozzi, appena 24 ore dopo la stesura di un documento in cui Orsi ed i suoi quattro “fedelissimi” prendevano le distanze dallo stesso Tozzi per il suo voto contrario a quello della maggioranza sulla commissione locale del paesaggio.

Visto che Tozzi è stato cacciato dalla maggioranza con un documento firmato anche da Orsi, ci piacerebbe sapere cosa i due abbiano potuto condividere oltre ad una bella mangiata…