Senza soldi non si cantano messe. L’antico detto sembra calzare a pennello per quanto sta accadendo nel cuore del centro storico, dove i pensionati iscritti all’associazione “San Paolo” hanno pubblicamente espresso il proprio malumore nei confronti del vescovo Gennaro Pascarella e del parroco, don Tonino Russo.

Motivo della protesta la decisione, da parte del consiglio economico della parrocchia “Santa Maria delle Grazie”, di dare in fitto alla compagnia di navigazione “MedMar” (che vi realizzerà la propria biglietteria marittima) una parte del locale utilizzato dagli anziani come circolo ricreativo per concessione della stessa parrocchia, proprietaria del cespite.

L’immobile era stato di fatto frazionato in due appartamentini comunicanti, con ingressi separati: quello che affacciava su via dell’Emporio (di fronte al molo di attracco dei traghetti: nella foto in basso a destra) aveva come ospite la sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia intitolata all’ammiraglio Antonio Cerbino, mentre l’altra, prospiciente il largo Santa Maria delle Grazie, era occupata  dal circolo “San Paolo” (nella foto in alto a sinistra).

Col tempo (e soprattutto da quando, sei anni fa, ha chiuso il circolo “Puteoli” per lasciare spazio ad una sala scommesse) i pensionati del “San Paolo” sono aumentati di numero e hanno sconfinato nella porzione dell’immobile destinata all’Anmi, finendo per occupare l’intero locale, col tacito consenso dei “coinquilini”, che lo utilizzavano sempre meno spesso.

Poi, nelle scorse settimane la decisione della parrocchia.

Fittare la metà dell’immobile che affaccia sul porto “per consentire di ottenere le garanzie necessarie all’accensione di un mutuo da circa 200mila euro che ci darà finalmente la possibilità di finanziare il completamento dei lavori alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, come ci spiega il parroco Tonino Russo.

Una scelta “comunicata tempestivamente ai presidenti di entrambe le associazioni”, come sottolinea il sacerdote, il quale ha chiesto e ottenuto dall’Anmi di liberare la porzione di locale da mettere a reddito, ma che non è stata condivisa dagli anziani frequentatori circolo “San Paolo”, i quali, per protesta, nei giorni scorsi, hanno inscenato un pacifico sit-in davanti al sagrato della chiesa, sostenendo che, quando riaprirà la sede dell’associazione, avranno a disposizione soltanto “uno spazio di 4 metri quadrati per 70 persone”.

Circostanza che, per le regole sul distanziamento sociale stabilite in seguito all’emergenza Covid, potrebbe rendere impossibile lo svolgimento di qualsiasi attività ricreativa all’interno del locale che resterà a disposizione dei pensionati.

“Purtroppo non c’erano alternative per ottenere i fondi che occorrono per terminare i costosi interventi di cui ha bisogno la chiesa per poter riaprire al culto – prosegue don Tonino (nella foto)Abbiamo infatti dovuto impegnare i finanziamenti della CEI per aiutare numerose famiglie che si sono trovate in gravi difficoltà economiche a causa del coronavirus e quindi, per evitare di fermare i lavori, non ci è rimasto altro da fare che accendere un mutuo e  fornire garanzie bancarie attraverso la locazione di una parte di quell’immobile. Mi è dispiaciuto ascoltare accuse gravi e ingiuste, addirittura che la parrocchia volesse trarre vantaggi economici a discapito degli anziani. Non è certamente a scopo di lucro che stiamo faticosamente cercando di restituire la chiesa di Santa Maria delle Grazie ai fedeli. E di certo continueremo ad essere vicini ai pensionati dell’associazione San Paolo, innanzitutto concludendo in fretta i lavori che consentiranno loro di tornare a fruire della parte di quel locale che a loro era stata assegnata e che abbiamo lasciato nella loro disponibilità. E faremo l’impossibile sia per ottenere una concessione di suolo pubblico in modo che possano stare anche all’aperto su largo Santa Maria delle Grazie, sia per non perdere l’area di sosta a loro riservata sul lato di via dell’Emporio”.

Non resta che aspettare per capire se i malumori degli anziani frequentatori del circolo si placheranno dopo le parole di don Tonino o se la polemica proseguirà.

L’auspicio è che la frattura si possa ricomporre nel migliore dei modi e che, soprattutto, la storica Associazione Nazionale Marinai d’Italia riesca a trovare presto una nuova sede per poter riprendere un’attività che, specie in un posto di mare come Pozzuoli, andrebbe supportata e valorizzata dalle istituzioni. Per ora, l’unica garanzia fornita all’Anmi è l’impegno di don Tonino Russo ad ospitarne tutte le iniziative nei locali della nuova chiesa, appena saranno completati i lavori.