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Chiude il bar e denuncia: “Mi arrendo a un’Amministrazione che sta spegnendo Pozzuoli”

Ha sfogato su Facebook la sua amarezza per una scommessa imprenditoriale persa, ma ha indicato anche chi, a suo dire, è il principale colpevole di tutto ciò.

Gino Pernella, originario di Bagnoli e titolare del “Jaynet Cafè” (l’ex “Strauss”) di via De Fraia, ha chiuso l’attività dopo tre anni e mezzo di gestione.

La sua è una denuncia forte, che ha trovato sui social grande solidarietà da parte di tante persone, a cominciare da alcuni suoi colleghi.

“(…) Mi arrendo al Comune di Pozzuoli che non fa altro che allontanare la gente da questa città – scrive Gino – Le strade sono deserte, la gente ha il terrore di imbattersi nelle nuove leve della polizia municipale (…). Caro Sindaco, a poco a poco stai spegnendo un paese meraviglioso, hai spento il sogno di un giovane imprenditore!”.

Parole pesanti come pietre, purtroppo già ascoltate molte volte da chi soccombe dopo aver deciso di investire nel “capoluogo” flegreo.

Un refrain che ha sottolineato, in un post, anche l’ex assessore regionale Filippo Lucignano: <<Sono anni che scrivo degli effetti esiziali che produce la desertificazione del centro-antico-storico (…) In dieci anni l’Amministrazione non è stata in grado di ricomporre nessuno dei divari che affliggono i cittadini e le pochissime attività che ancora resistono (…) Dopo dieci anni siamo a una realtà costituita da quartieri fragili, completamente sconnessi, intorno a un grande vuoto (Rione Terra, centro-antico-storico). In dieci anni nulla! Eccezion fatta di qualche intervento di costoso maquillage dell’esistente (…) Da questa vicenda, caro Gino non sei il solo ad uscirne sconfitto. Con te e con i tanti che hanno vissuto e vivono la tua stessa drammatica esperienza, esce sconfitta l’intera comunità. Noi, avventori del tuo bar, non volevamo cambiare il mondo. Volevamo solo prendere un caffè in buona compagnia nella nostra città. Purtroppo, come giustamente affermi, anche questo ci viene negato e osteggiato da Figliolia e dai suoi “pretoriani”>>.

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