lunedì, Luglio 15, 2024
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Chiude il Bar Serapide, cuore pulsante della piazza per 27 anni

Abbassa per sempre la saracinesca un’altra attività commerciale che ha fatto la storia recente della nostra città.

Dal 23 agosto scorso, infatti, ha chiuso definitivamente i battenti il Bar Serapide, punto di riferimento per chiunque, da habitué o semplice avventore, transitasse per piazza della Repubblica.

Aperto l’8 marzo del 1995 nei locali che per mezzo secolo furono sede del mitico bar “Marra”, il “Serapide” ha dato vita al cuore del centro storico facendo da apripista, con i suoi inconfondibili ombrelloni e tavolini, alla trasformazione del sito da zona carrabile ad area pedonale fruibile per le occupazioni di suolo pubblico.

In 27 anni non c’è nessun vip passato per Pozzuoli che non abbia assaggiato il caffè e le altre prelibatezze gastronomiche dello staff gestito da Rosario Garofalo.

L’ex cancelliere tedesco Angela Merkel al bar “Serapide” il 21 aprile 2014

E proprio Rosario (mettendo in pratica il suo motto preferito: “cerchiamo di difenderci…”) si è inventato davvero di tutto per tentare di resistere ad una crisi che da tempo sta decretando la morte di numerosissime piccole e medie imprese.

Il crollo verticale di incassi a causa delle restrizioni Covid ha però dato il colpo di grazia anche al suo bar.

E quando gli introiti di un’azienda non riescono nemmeno più a coprire le spese vive dopo aver sperimentato ogni espediente per restare a galla, arriva purtroppo il momento delle decisioni drastiche ma inevitabili.

Non solo per cercare di scongiurare la rovina economica personale ma anche per ricominciare a vivere senza lo stress e le preoccupazioni di chi deve fare i salti mortali per far quadrare i conti avvertendo anche il peso e la responsabilità di non poter più garantire certezze ai propri collaboratori.

Questo momento, per Rosario (nella foto), non è stato più rinviabile due settimane fa, quando ha dovuto alzare bandiera bianca, con tutte le dolorose problematiche collaterali che comporta una chiusura forzata.

A lui, alla sua famiglia ma soprattutto a coloro che si sono ritrovati in difficoltà a causa di questa decisione, non può che andare tutta l’affettuosa solidarietà di chi sa (o può soltanto immaginare) cosa significhi perdere una fonte di reddito che sembrava inattaccabile.

E un sincero grazie per il lavoro instancabile e professionale che, dal titolare all’ultimo dipendente, il “Serapide” ha sempre garantito, anche 24 ore su 24, alla propria clientela.

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