Ha i contorni dell’inverosimile la vicenda che ci ha raccontato Gaetano Gigante, 31enne disoccupato puteolano residente (da occupante senza titolo) in un alloggio popolare Iacp del rione Artiaco.

Il giovane ci ha infatti contattato per descriverci la notte da incubo che ha trascorso tra sabato e domenica.

Gaetano Gigante

Che cosa è successo?
Tutto è iniziato quando, per distrazione, sono andato a gettare la spazzatura e la porta di casa si è chiusa dietro di me. Le chiavi le avevo dentro. Una mazzata in fronte.

Cosa hai fatto?
Ero solo, mia moglie ha appena avuto un parto difficile ed era a dormire da mia suocera, non volevo svegliarli per chiedere una copia delle chiavi, ho provato inutilmente a chiedere aiuto ai miei vicini e poi ho iniziato a cercare, con degli attrezzi, di forzare la serratura per entrare. Niente da fare. Era una porta di legno di quelle vecchie, molto resistenti. Ma non c’erano mandate, sarebbe bastata una pellicola o una scheda per aprirla. Io però non ero in grado di procurarmele a quell’ora e così ho telefonato ai vigili del fuoco.

E sono giunti sul posto?
Sì. E da quel momento è iniziato il mio calvario.

Perché?
Perché, prima di fare qualsiasi intervento, pretendevano che io esibissi la mia carta d’identità, il bollettino del fitto e della luce…ribadendo più volte che se io non avessi mostrato questi documenti, non avrebbero mosso un dito. Non so perché li volevano, forse avranno pensato che io fossi un ladro. Ma tutto quello che loro mi chiedevano, io ce l’avevo dentro casa, come avrei potuto esaudire quella loro richiesta se non mi avessero aiutato  a rientrare nell’appartamento?

E quindi?
E quindi ho cominciato ad agitarmi, per la rabbia ho detto anche delle cose che non avrei mai voluto dire, poi, preso dalla disperazione e con la preoccupazione che io potessi perdere la testa e combinare qualche guaio, ho fatto arrivare sul posto una volante della Polizia. Volevo essere tutelato da una richiesta che mi appariva, e mi appare ancora adesso, assurda, viste le circostanze.

La polizia cosa ha fatto?
Anche ai poliziotti ho provato a dimostrare la mia buona fede, ma purtroppo a quell’ora, era tarda notte ormai, nessuno era disponibile a testimoniare che io abitassi realmente lì. E così, la risposta che ho ricevuto è stata la stessa che mi avevano dato i pompieri: carta d’identità e utenze, altrimenti niente intervento. Quando ho detto che sarebbe stato assurdo lasciarmi in quella situazione, perché per provare a forzare la porta avrei fatto rumori enormi, mi è stato risposto che anche i pompieri avrebbero fatto lo stesso rumore e che quindi le cose non sarebbero cambiate. Invece no, perché abito al terzo piano e avevo lasciato tre finestre aperte in casa, potevano entrare da lì con l’autoscala e aprirmi. Ah, dimenticavo: prima che andassero via, ho chiesto alla polizia e ai pompieri che mi rilasciassero una carta in cui attestassero, motivandolo, il rifiuto di aiutarmi. Per tutta risposta, sono stato minacciato di una denuncia. Roba da impazzire. Mi sembrava di essere su Scherzi a parte…

Com’è andata a finire?
E’ andata a finire che mi sono procurato un piccone e ho distrutto la porta e un muro per poterla riaprire. 400 euro di danni che non so come pagherò, oltre a tutto lo stress e all’ansia che ho accumulato per non perdere la calma in quella situazione. A volte penso che se avessi chiamato un ladro di appartamento, invece di rivolgermi allo Stato, avrei risolto il problema in cinque minuti. Vi pare normale? Comunque, ho inviato delle mail con posta certificata al Ministero degli Interni, alla Questura e al comando provinciale dei vigili del fuoco per denunciare l’accaduto. Spero che qualcuno mi spieghi il motivo di questa ostilità nei miei confronti e spero che, se qualcuno ha sbagliato, almeno mi chieda scusa.

Ovviamente anche noi di Pozzuoli21 auspichiamo in una replica di polizia e vigili del fuoco, di fronte ad un racconto che appare surreale.

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